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Assonautica al premier Conte: "Ci faccia ripartire, andare in barca è un'attività isolante"

di Redazione

Il blocco delle attività produttive mette in difficoltà 3,7 milioni di lavoratori

Appello di Assonautica al presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché faccia ripartire la nautica. Il settore, segnala nella lettera la premier, ha perso quasi 30mila imprese nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il blocco delle attività produttive per l'emergenza Covid 19 ha generato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell'unica fonte di reddito familiare. A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori delle piccole e piccolissime imprese con un reddito medio mensile di 1.250 euro, segnala l'associazione.

Per evitare il collasso di un intero sistema che, da solo genera circa il 5% del pil nazionale Assonautica chiede quindi l'avvio immediato delle attività produttive della filiera e la concessione di 'bonus' liquidità a fondo perduto.

L'associazione sottolinea tra l'altro con forza come l'andare in barca sia attività isolante per sua natura e come la barca sia il posto più sicuro al mondo dove una famiglia può passare il tempo in attesa che la pandemia cessi.

"Le chiedo di voler fare quanto di Sua competenza per permettere agli armatori ed ai soli componenti dei loro nuclei familiari di poter riprendere l'attività nautica entro l'inizio del mese dimaggio e di darne avviso adesso - scrive a Conte il presidente di Assonautica Alfredo Malacarne -.

Ciò consentirà di sbloccare le lavorazioni nei cantieri che, nonostante rientrino a pieno titolo nelle attività ammesse" dal dpcm del 22 marzo, "sono a tutt'oggi in attesa di ordini di lavoro che non arrivano, e permetterà altresì alle famiglie chiuse in casa da oltre 40 giorni di stare all'aria aperta"

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