Assessore Lodi: "Non spetta al Comune trovare una destinazione alternativa al Ser.D. di via Canevari"
di R.C.
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"Ho appreso dalla stampa le dichiarazioni in aula regionale dell'assessore Massimo Nicolò, che attribuiscono al Comune la collocazione del SERD di via Canevari, rivendicando la funzione di Regione relativamente alla programmazione, ma non alla collocazione dei servizi. Sottolineo che il Comune non risulta essere mai stato coinvolto nell'organizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari, tipo le case di comunità o le reti ospedaliere e che, nello specifico, l'affermazione dell'assessore Nicolò non corrisponde alla realtà. I SERD sono infatti allocati in strutture sanitarie, di proprietà ASL o ospedaliere o comunque regionali, come Arte, pertanto non sono di competenza comunale, come non è competenza del Comune trovare le sedi in cui allocarli. Fino ad alcuni anni fa, il Ser.D di via Canevari era ospitato in corso De Stefanis in una vecchia sede USL di proprietà del Municipio Media Valbisagno; è stato poi spostato non in una sede comunale in via Canevari, ipotizzando una ulteriore collocazione definitiva da parte di Asl 3.
È evidente che, nell'organizzazione per esempio della Casa di Comunità di Struppa, un servizio come il Ser.D di Regione Liguria sia stato di fatto dimenticato. E non è un dettaglio trascurabile, soprattutto considerando che fin da subito era chiaro come gli utenti fossero costretti ad attendere in piazza, in coda, e che i lavoratori operassero in condizioni non ottimali. Ancora più sorprendente è che la stessa Regione sembri non avere piena contezza della collocazione dei propri Ser.D, né della loro storia, che non ha mai creato criticità proprio perché ben integrata nel contesto territoriale. Dove esiste una regia chiara, infatti, i servizi sanitari di primo e secondo livello trovano spazio in sedi regionali, non certo comunali.
È chiaro che il tema delle dipendenze non abbia ricevuto la giusta priorità da parte della Regione. Tuttavia, scaricare la responsabilità sul Comune non contribuisce a risolvere il problema. Stiamo ancora attendendo, insieme al Municipio Bassa Val Bisagno e al suo presidente, una risposta alla lettera firmata da me e dall'assessora Viscogliosi e dal presidente Ivaldi inviata all'assessore Nicolò, nella quale l'amministrazione comunale esprimeva piena disponibilità a collaborare nell'interesse di utenti, lavoratori e cittadini, chiedendo però risposte concrete. Di recente, lo stesso assessore Nicolò ha risposto su un possibile spostamento di servizi di medicina legale, senza mai fare riferimento a eventuali mancanze di responsabilità da parte del Comune. La posizione dell'amministrazione comunale, condivisa con il Municipio, è semplice: la Regione chiarisca se intende mantenere l'attuale sede oppure apra immediatamente un confronto per individuare soluzioni migliori, assumendosi le proprie responsabilità nella gestione della sanità territoriale. Se invece la Regione intendesse trasferire funzioni sanitarie al Comune, sarebbe necessario trasferire anche le relative risorse. Tuttavia, alla luce dell'ultima riforma, non sembra sia questa l'intenzione. È basilare che ogni ente pubblico, sappia dove sono collocati i propri servizi. Se invece l'obiettivo è creare confusione, l'amministrazione comunale non è disponibile ad accettarlo".
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