Aristide Massardo: decolla il terzo polo per le elezioni regionali

di Paolo Lingua

Aristide Massardo: decolla il terzo polo per le elezioni regionali

Ci sarà il “terzo polo” a correre per conto proprio alle elezioni regionali di settembre. Aristide Massardo, ex preside della Facoltà di Ingegneria, non ha rinunciato al suo proposito. Stamani ha annunciato ufficialmente che sarà candidato per una coalizione di sinistra moderata (o di centro progressista) che vedrà insieme Italia Viva, socialisti, + Europa, centristi, ma non si sa ancora se in una lista unica o in coalizione. L’assetto elettorale emergerà la prossima settimana dopo un confronto tra le parti. Massardo  non è venuto meno al suo stile composto e disteso, spiegando il proprio interesse al governo della regione e non nascondendo le sue delusioni per come si sono mossi i partiti di sinistra, nel corso delle confuse e contraddittorie trattative durate più di tre mesi. In particolare Massardo ha ammesso che il partito che lo ha più deluso è il Pd, che ha compiuto non poche piroette politiche nel corso della trattativa.

Di qui la decisione a candidarsi sulla base d’un programma di taglio europeo e puntato su progetti concreti e una rivoluzione organizzativa del sistema operativo sul territorio ligure e soprattutto sulla valutazione del sistema sanitario. Massardo è stato molto duro su Alisa e sul sistema commissariale in atto.  Accanto a Massardo c’era la ex assessore alla cultura del Comune di Genova, Elisa Serafini, dimessasi oltre un anno fa in dissenso con il sindaco Marco Bucci, ora operativa all’interno dei renziani e che collaborerà dall’esterno (senza essere candidata) alla campagna elettorale di Massardo. La Serafini ha confermato di puntare al voto moderato che non si riconosce né nella candidatura di Ferruccio Sansa  né in quella di Giovanni Toti.

Ora si tratterà (e la curiosità degli osservatori della politica non manca) di valutare quanto questo dissenso abbia peso elettorale, anche perché ci sono molte valutazioni contraddittorio su quanti andranno a votare il 20 e il 21 di settembre. Una ripresa di interesse all’ultimo momento, oppure una indifferenza diffusa per scarsa motivazione? Ormai è difficile azzardare previsioni perché tutto può cambiare da un momento all’altro. Nell’arco d’una decina di giorni – anche in prospettiva della riforma elettorale passata in consiglio regionale con l’abolizione del listino e con l’introduzione della preferenza di genere – gli schieramenti e i protagonisti dovrebbero essere chiari e noti e dovrà decollare lo scontro diretto e indiretto. Giovanni Toti sembra allargare il proprio schieramento con l’adesione (in particolare a Forza Italia) delle aree vicine a Claudio Scajola e alle altre forze di centro;  la sinistra si raccoglie attorno a Ferruccio Sansa (più entusiasti grillini e partitini di sinistra, mentre il Pd sempre più proclive  a lavorare sui propri candidati al consiglio per rafforzare la squadra) mentre Massardo punta ad allargare il consenso tra i moderati scontenti degli schieramenti maggiori.

Ma se nel Pd e tra i grillini sembrano prevalere le candidature degli uscenti alla ricerca della riconferma  c’è molta curiosità proprio per quel che riguarda Massardo. Chi sarà in campo tra gli amici della Bonino e di Della Vedova? Arcangelo Merella si candiderà?  E come si distribuiranno i renziani? Ferrando a Genova e Michelucci alla Spezia? E ci saranno altri nomi dello schieramento renziano a correre? Fioccano le scommesse, mentre gli schieramenti si organizzano. Di lato si discute sui programmi ma i punti interrogativi (e qui ha ragione Massardo) sono tutti puntati sulla sanità e sulle opere pubbliche. Si farà la Gronda. Toti e Massardo sono per il sì. Sansa ha messo dubbi poi in parte li ha ritirati. Ma ora vedremo se, con i finanziamenti europei finalmente partoriti, sarà possibile accelerare pratiche che dormono da secoli, se ci è consentita la metafora: Ancora un volta ci si dibatte tra il fare e le parole sperse nel vento.