Amministrazione di sostegno, Liguria avvia percorso per protocollo condiviso: più integrazione tra giustizia, sanità e servizi sociali

di R.P.

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Nicolò: “Rafforziamo il dialogo tra istituzioni per accompagnare le persone fragili nel loro progetto di vita”

Amministrazione di sostegno, Liguria avvia percorso per protocollo condiviso: più integrazione tra giustizia, sanità e servizi sociali

La Regione Liguria avvia un percorso partecipato per definire un Protocollo regionale sull’Amministrazione di sostegno, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra sistema giudiziario, servizi sociali e rete sociosanitaria a tutela delle persone fragili.

L’iniziativa, promossa dal Settore Politiche Sociali della Direzione Generale Salute e Servizi Sociali, punta a mettere a sistema le esperienze positive già sviluppate sul territorio e a costruire linee di indirizzo metodologiche e organizzative comuni per gli operatori coinvolti nell’applicazione dell’istituto dell’Amministrazione di sostegno.

Il progetto nasce nell’ambito degli Uffici di Prossimità, iniziativa promossa dalla Direzione Generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione del Ministero della Giustizia, e valorizza il lavoro già realizzato nei territori liguri. Il percorso mira a creare un quadro condiviso di riferimento, nel rispetto delle norme vigenti, delle competenze dei diversi soggetti istituzionali e dell’autonomia dell’Autorità giudiziaria, in particolare dei Giudici Tutelari.

“L’Amministrazione di sostegno rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere le persone più vulnerabili, perché unisce tutela, autodeterminazione e rispetto della dignità individuale – sottolinea l’assessore alla Sanità, Politiche socio-sanitarie e sociali, Terzo Settore Massimo Nicolò –. L’obiettivo è consolidare una rete stabile di collaborazione che renda più semplice il dialogo tra istituzioni, favorisca interventi più tempestivi ed efficaci e accompagni ogni persona lungo il proprio progetto di vita”.

Al tavolo di lavoro partecipano Tribunali, Procure della Repubblica, Uffici dei Giudici Tutelari, ATS Liguria, Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Villa Scassi, Galliera e altri enti del Servizio sanitario regionale, Ambiti Territoriali Sociali, ANCI Liguria, Difensore Civico regionale, Consulta regionale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, Ordini professionali, associazioni degli amministratori di sostegno e realtà del Terzo settore. Il confronto resta aperto alla partecipazione di ulteriori soggetti istituzionali e associativi.

Si è già concluso un primo ciclo di incontri territoriali nei Tribunali liguri, che ha registrato un’ampia partecipazione e un forte coinvolgimento degli attori interessati, grazie alla collaborazione di Tribunali e Procure della Repubblica. I risultati emersi costituiranno la base per la costruzione del Protocollo regionale, che definirà principi condivisi, modalità operative e livelli minimi di garanzia, valorizzando le migliori esperienze locali.

Il percorso proseguirà anche dopo la conclusione del progetto Uffici di Prossimità, entrando stabilmente nella programmazione regionale e in coerenza con il Piano Sociosanitario Integrato Regionale 2026-2030, che individua nell’integrazione tra politiche sociali, sanitarie e sociosanitarie, nella giustizia di prossimità e nella presa in carico integrata della persona alcuni degli assi strategici per il futuro.

Le nuove linee di indirizzo saranno uno strumento di raccordo per migliorare la collaborazione tra giustizia e servizi, favorire l’integrazione degli interventi, garantire continuità assistenziale, sostenere i percorsi di dimissione protetta e agevolare l’attivazione tempestiva delle misure di protezione giuridica. Saranno inoltre valorizzati il contributo delle professioni coinvolte e il ruolo del Terzo settore.

Il documento avrà esclusivamente una funzione collaborativa e ricognitiva delle buone pratiche già presenti sul territorio: non introdurrà vincoli né modificherà competenze previste dalla legge o l’autonomia decisionale dell’Autorità giudiziaria. L’obiettivo finale è creare un linguaggio comune, rendere più efficace il lavoro della rete e garantire risposte più uniformi, pur rispettando le specificità dei diversi territori liguri.

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