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Alitalia, i sindacati manifestano davanti al Ministero dello Sviluppo Economico

di Edoardo Cozza

Chiedono lumi sugli stipendi e sul futuro della compagnia di bandiera. Il Mise: "Parleremo delle retribuzioni, ma del resto è competente il Mef"

È un martedì di manifestazione per i lavoratori Alitalia e Cityliner, che si sono riuniti davanti la sede del ministero dello sviluppo economico. A organizzare la protesta i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo: l'obiettivo è porre l'attenzione sull'incertezza "sull'erogazione delle retribuzioni, sull'anticipo della cassa integrazione straordinaria e sull'integrazione del Fondo straordinario del trasporto aereo".
Le sigle sindacali ribadiscono la loro contrarietà a una Alitalia versione "bonsai" e ai ricatti di quelle che definiscono lobbies europee.

Tra gli obiettivi prefissati il rilancio della compagnia di bandiera per il Paese e per chi vi lavora: "Senza risposte del governo sul presente e sul futuro di 11mila lavoratori e delle loro famiglie - avvertono i rappresentanti sindacali - proseguiremo nella protesta a oltranza". 

Da par suo, il Mise ha pubblicato una nota dove evidenzia "il dispiacere nel vedere come alcuni sindacalisti strumentalizzino vicende e sofferenze personali". Dal ministero si afferma di voler tutelare i diritti di tutti, ma il vero interlocutore non dovrebbe essere il titolare dello sviluppo economico, ma quello del Mef - il ministero dell'economia - che ha titolarità su certe decisioni. Noi come Mise - conclude la nota - presto incontreremo sindacati e commissari straordinari per capire il da farsi sul pagamento degli stipendi".