Alessandro Budel: "Vitinha l'uomo in più, Leali un grande professionista. Chissà che De Rossi non apra un ciclo"

di Claudio Baffico

4 min, 43 sec

Apprezzato opinionista e commentatore tecnico

Alessandro Budel: "Vitinha l'uomo in più, Leali un grande professionista. Chissà che De Rossi non apra un ciclo"

Solo pochi mesi con la maglia rossoblù, nella stagione 2004 - 2005. Un Genoa forte, con Milito, Marco Rossi, Stellini, tra i giocatori simbolo. Ma Alessandro Budel si era subito inserito a dovere, chiudendo la stagione con ben 20 presenze all'attivo e buone sensazioni tra i tifosi. Un po' più lunga la sua avventura al Parma, suddivisa in due parentesi: la prima nel 2004, la seconda tra il 2008 e il 2010. Adesso è un apprezzato opinionista e commentatore tecnico su Dazn, attività che gli consente di avere sempre il polso del campionato e di conoscere segreti e punti di forza delle squadre di serie A. Tra queste Parma e Genoa, che oltre a far parte del suo passato, si contendono domani tre punti pesanti in chiave salvezza. Ecco le sue interessanti riflessioni in esclusiva a Telenord

Domani si affrontano due tra le squadre più in forma tra quelle che lottano per la salvezza...

"Si, entrambe provengono da un momento positivo, ma anche il Pisa ieri ha dimostrato di essere vivo. Sicuramente sarà una bella battaglia. Ritengo che saranno cinque le squadre che coinvolte nella lotta per non retrocedere: Pisa, Parma, Lecce, Genoa e Verona. Un gradino più in alto vedo Cagliari e Cremonese, mentre il Sassuolo non penso avrà problemi perchè dispone di un organico superiore".

Sia Genoa che Parma, però, nelle ultime due partite hanno collezionato quattro punti, imprimendo una bella svolta al rispettivo campionato...

"La continuità di risultati è il segreto per venir fuori da questa posizione di classifica, aiuta anche a livello psicologico e permette di affrontare le varie partite con maggiore tranquillità. Per il Parma, però, non è stato tutto facile. Domenica scorsa, fino all'espulsione di Banda, si trovava in svantaggio, ed è riuscito a trovare la via del gol grazie ad una deviazione. Un successo, ad un certo punto della partita, quasi insperato. A Napoli, invece, ha conquistato un ottimo punto, che gli consente di presentarsi a questa gara in buone condizioni. Il Genoa, invece, è uscito indenne da "San Siro" e ha poi sfruttato il fattore campo con il Cagliari. De Rossi ha avuto il grande merito di dare un'identità alla squadra, che tuttavia possiede di buone qualità, ma partita dopo partita emerge sempre di più la notevole organizzazione".

Merito di De Rossi anche quello di rivitalizzare l'attacco. Cosa ne pensa di Colombo e Vitinha?

"Colombo ha cambiato passo, ha iniziato a segnare con regolarità, e ritengo che sia l'attaccante maggiormente sulla rampa di lancio in serie A. Come valore ha dimstrato di poter assestarsi sui livelli di Lucca, Scamacca e Pinamonti, e subito dietro i giocatori della nazionale, ritengo ci sia proprio lui. Di questo passo, anche lui potrà in futuro arrivare a questi traguardi. Un motivo, però credo che ci sia dietro a questo exploit: a fianco ha un giocatore come Vitinha che finalmente gioca nel proprio ruolo e che lo mette nelle condizioni ideali per liberarsi, ricevere il pallone e calciare in porta. Troppe volte, in passato, abbiamo visto il portoghese giocare sulla fascia, o da mezz'ala, ruoli che non gli appartengono e, ovviamente, faticava. E' bastato metterlo nella collocazione più adeguata, e il Genoa ha iniziato a segnare a buon ritmo".

Tempo di mercato. Tra i nomi più chiacchierati spicca quello di Tommaso Baldanzi. Lo vedrebbe bene nello scacchiere di De Rossi?

"Sicuramente si, anche perchè dispone di caratteristiche diverse da quelle di molti giocatori in organico. Inoltre potrebbe ricoprire il ruolo di Vitinha, giocare a fianco a Vitinha dietro a Colombo, oppure fare la mezz'ala in un centrocampo a cinque. Sia dal primo minuto, sia a partita in corso, le sue qualità possono cambiare la partita e mettere in apprensione le difese avversarie".

Tra i temi del momento, in casa Genoa, quello relativo all'eventuale necessità di inserire in organico un nuovo portiere titolare. Credi sia necessario, o il problema è stato ingigantito?

"Leali lo conosco bene, abbiamo anche giocato assieme quando lui era molto giovane. E' una bravissima persona, un professionista serio e un portiere capace. Nell'arco di un campionato ci sono alti e bassi per tutti, poi le scelte su dove migliorare l'organico le fanno allenatore e società. Tutti i calciatori sono consapevoli delle dinamiche del mercato e le devono accettare. Quello che vorrei sottolineare è che, nel momento in cui è stato più criticato, ha avuto una reazione incredibile, che lo ha portato ad essere decisivo nelle ultime partite".

De Rossi si è legato molto bene all'ambiente. Credi che potrebbe aprire un ciclo sulla panchina del Genoa?

"Mi farebbe piacere e ce lo vedrei bene. Penso che anche lui non avrebbe nulla in contrario a proseguire in rossoblù, quella del Genoa è una piazza calda e appassionata proprio come piace a lui, e questo può essere uno stimolo ulteriore. Molto, però, dipenderà da presidente e società, dalle ambizioni future e dall'organico che avranno intenzione di allestire".

Il Genoa da sempre punta molto sui giovani ed è bravissimo a valorizzarli, anche se spesso vengono ceduti dopo appena una o due stagioni. La loro crescita potrebbe andare di pari passo con quella della squadra?

"Sicuramente se a fine stagione il Genoa avesse la forza di trattenere Otoa, Norton Cuffy ed Ekhator, sarebbe un bel biglietto da visita significativo in merito alle ambizioni del prossimo campionato. Club della dimensione del Genoa sono spesso chiamati a fare anche i conti col bilancio, e si trovano costretti a sacrificare qualche pezzo pregiato, ma anche se un pezzo dovesse partire, quel che conta sarebbe trovare il modo per non idebolire la squadra".

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