Al via il percorso sulla cabinovia in Valbisagno: ammessi anche tecnici e comitati

di Redazione

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Al via il percorso sulla cabinovia in Valbisagno: ammessi anche tecnici e comitati

Il progetto della cabinovia in Valbisagno entra in una nuova fase di confronto: oltre agli amministratori, verranno coinvolti anche i tecnici indicati da partiti e comitati locali in un incontro preliminare alla commissione consiliare prevista, salvo modifiche, per giovedì 14 maggio. Questa apertura è emersa durante una riunione di maggioranza a Palazzo Tursi, convocata dalla sindaca insieme al professor Pierluigi Coppola del Politecnico di Milano, responsabile dello studio presentato a fine marzo.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti delle forze di coalizione, i presidenti dei Municipi della Valbisagno, consiglieri comunali e gran parte della giunta. Nel corso di circa due ore sono state sollevate oltre 200 osservazioni, a cui Coppola ha risposto in un clima definito complessivamente sereno, anche se restano diffuse perplessità sul sistema a fune, considerato da molti un’alternativa discussa rispetto allo Skymetro, criticato durante la campagna elettorale.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il possibile coinvolgimento diretto dei comitati cittadini, finora esclusi dalla prima fase dello studio e già fortemente critici. L’idea è organizzare a breve un confronto, probabilmente in videoconferenza, insieme ai presidenti municipali. Si tratterebbe di un tavolo prevalentemente tecnico, con la partecipazione di esperti indicati sia dagli attivisti sia dalle forze politiche di maggioranza, mentre al momento non è stata menzionata l’opposizione.

Il percorso istituzionale proseguirà poi con la commissione monotematica a Tursi, seguita da incontri nei municipi della Bassa e Media Valbisagno, dove sarà possibile anche l’intervento diretto dei cittadini. In tutte queste occasioni sarà presente la sindaca, che ha scelto fin dall’inizio di esporsi personalmente, affiancando la propria posizione alle analisi tecniche.

Durante la riunione, Coppola ha ribadito che quello attuale è soltanto uno studio preliminare e non un progetto definitivo. Il prossimo passo sarà la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, comprensivo di analisi costi-benefici, che potrà aprire la strada a una vera consultazione pubblica sugli impatti sociali.

Tra i temi più discussi emerge il problema del vento, che potrebbe causare interruzioni del servizio: le prime stime parlano di 1-2 giorni di stop all’anno, ma sono ancora in corso approfondimenti specifici sul territorio della Valbisagno. Sul fronte della mobilità, è stato evidenziato un possibile calo di circa 2.000 auto al giorno, rispetto a uno scenario basato esclusivamente sugli assi di forza esistenti.

Per quanto riguarda l’impatto visivo, è stato chiarito che solo un pilone raggiungerebbe i 40 metri di altezza, mentre gli altri resterebbero tra i 25 e i 30 metri. In corso Sardegna, inoltre, non sarebbe necessario demolire il palazzetto dell’Auxilium, destinato a ospitare una delle fermate a livello strada.

Il dibattito ha toccato anche il tema del tram, sostenuto da diversi comitati come alternativa prioritaria. In particolare, è stata proposta l’ipotesi di sfruttare l’area del Bisagno dopo la realizzazione dello scolmatore. Tuttavia, secondo Coppola, i vincoli idrologici resterebbero un ostacolo significativo, e le prestazioni di un eventuale tram, anche con corsia completamente dedicata, sarebbero comparabili a quelle di un sistema Brt (bus rapid transit).

Proprio sul Brt si concentrano le aspettative di una parte della maggioranza, che vede nella busvia elettrica potenziata una soluzione più semplice e meno divisiva rispetto alla cabinovia. L’ipotesi del sistema a fune, infatti, è pensata come complementare e non sostitutiva. Qualora non ottenesse consenso sufficiente o i necessari finanziamenti ministeriali, il progetto potrebbe lasciare spazio alla versione più tradizionale e sostenibile del trasporto su gomma.

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