AI ed ecosostenibilità: l'impatto dei data center tra energia e acqua

di R.S.

1 min, 10 sec

Ogni richiesta a sistemi di AI richiede energia, spesso ancora prodotta da fonti fossili, contribuendo alle emissioni legate al emissioni di CO2

AI ed ecosostenibilità: l'impatto dei data center tra energia e acqua

L’intelligenza artificiale, spesso percepita come immateriale, ha in realtà un’impronta ambientale concreta. Dietro ogni chatbot o servizio digitale operano enormi data center: infrastrutture energivore che consumano elettricità, utilizzano grandi quantità di acqua per il raffreddamento e occupano spazio fisico.

Il nodo principale è il consumo energetico. Ogni richiesta a sistemi di AI richiede energia, spesso ancora prodotta da fonti fossili, contribuendo alle emissioni legate al emissioni di CO2. A questo si aggiungono criticità come l’impatto sugli ecosistemi e lo smaltimento dei server, che hanno una vita media di circa sette anni e generano rifiuti elettronici difficili da trattare.

In Italia il fenomeno è in rapida crescita: i data center assorbono già una quota significativa dei consumi elettrici e potrebbero aumentare sensibilmente nei prossimi anni, trainati dalla diffusione dell’AI e dei servizi digitali.

Anche l’uso quotidiano ha un peso: una singola interazione può sembrare minima, ma moltiplicata per milioni di richieste genera un consumo rilevante. Per questo, un utilizzo più consapevole – richieste più precise e ottimizzate – può contribuire a ridurre gli sprechi.

Le soluzioni esistono, ma sono ancora in fase iniziale. Si va dall’impiego di energie rinnovabili al miglioramento dell’efficienza dei data center, fino a sistemi di raffreddamento più sostenibili e pratiche di economia circolare per ridurre i rifiuti tecnologici.

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