Aeroporto Genova: Musso non riconfermato, "Me lo hanno detto con un WhatsApp". Salis: "Scelta incomprensibile"
di steris
"Non mi è stata data alcuna spiegazione, la società era in condizioni drammatiche ed è stata risanata". Critiche da esponenti dem
Cambio al vertice dell’Aeroporto Cristoforo Colombo. Dopo due anni alla guida dello scalo, Enrico Musso non sarà riconfermato alla presidenza della società che gestisce l’aeroporto genovese. La decisione, emersa da fonti vicine agli azionisti, in particolare all’Autorità di sistema portuale e alla Camera di Commercio, apre una nuova fase per il Colombo proprio mentre è in corso il processo di privatizzazione.
Per lunedì è stato convocato il consiglio di amministrazione che dovrà avviare l’iter per la convocazione dell’assemblea dei soci chiamata a nominare il nuovo presidente e il nuovo CdA.
Musso era stato nominato nel 2024 dall’allora commissario dell’Autorità portuale Massimo Seno, all’indomani dell’inchiesta che aveva coinvolto l’ex presidente dell’Autorità Paolo Emilio Signorini e l’allora governatore Giovanni Toti. Il suo mandato era scaduto con l’approvazione del bilancio 2025 e stava proseguendo in regime di prorogatio.
Durante la sua gestione l’aeroporto ha registrato risultati record, raggiungendo quota 1,58 milioni di passeggeri e chiudendo i migliori bilanci della propria storia recente.
Lo stesso Musso ha confermato la mancata riconferma in un’intervista al Secolo XIX. "Mi è stato comunicato che non ci sono le condizioni per una mia riconferma", ha spiegato, aggiungendo di aver ricevuto la comunicazione "con un messaggio via WhatsApp".
L’ex presidente ha sottolineato di non aver ricevuto alcuna motivazione ufficiale. "Non mi è stata data alcuna spiegazione", ha dichiarato, ricordando però i risultati ottenuti nei circa venti mesi di mandato: "La società era in condizioni drammatiche ed è stata risanata. Abbiamo approvato i due migliori bilanci di sempre e registrato tutti i record storici per passeggeri, compagnie e collegamenti".
Pur senza voler alimentare polemiche, Musso ha lasciato intendere di non comprendere le ragioni della decisione: "Ritengo che le motivazioni non possano essere legate ai risultati della società". E sul proprio futuro ha aggiunto: "Mi dispiace, perché avrei voluto portare avanti questo lavoro. Lo avrei fatto anche senza compenso".
La notizia ha immediatamente suscitato reazioni nel mondo politico. La sindaca di Genova Silvia Salis ha parlato di una scelta "profondamente sorprendente e amareggiante", sottolineando come sotto la gestione Musso siano cresciuti traffico passeggeri, collegamenti e solidità economica dello scalo.
"Risulta incomprensibile interrompere questo percorso proprio in una fase così delicata come quella della privatizzazione", ha affermato la sindaca, esprimendo anche vicinanza personale all’ex presidente. "Pur provenendo da storie politiche diverse, riconosco in lui un professionista serio e competente che ha lavorato con risultati concreti per la città".
Salis ha inoltre evidenziato una presunta mancanza di condivisione della scelta all’interno dello stesso centrodestra: "Colpisce che su una decisione così strategica sembrino esserci state sorprese anche tra esponenti della maggioranza".
Sulla stessa linea il vicesindaco Alessandro Terrile, che ha definito la sostituzione di Musso "un errore". Secondo Terrile, l’attuale presidente ha rilanciato lo scalo dopo anni difficili e avrebbe garantito continuità in una fase particolarmente delicata. "Non merita di essere liquidato con un sms", ha scritto.
Critiche anche da altri esponenti del Partito Democratico. Il consigliere regionale Simone D’Angelo ha parlato di una decisione "sorprendente e incomprensibile", chiedendo spiegazioni pubbliche sui motivi della mancata conferma. "Se non dipende dai risultati, da cosa dipende?", si è chiesto, chiamando in causa il presidente della Regione Marco Bucci e il viceministro Edoardo Rixi.
Anche il deputato dem Luca Pastorino ha espresso dubbi sulla scelta, ricordando i risultati ottenuti dal Colombo negli ultimi anni. "L’aeroporto è tornato a crescere e a essere competitivo. Per questo la decisione appare senza una ragione evidente", ha dichiarato. Pastorino si domanda se si tratti di "un errore o di una scelta politica" e chiede che Autorità portuale e Camera di Commercio chiariscano pubblicamente le motivazioni del cambio al vertice.
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