Aeroporto di Genova, il 16 giugno l’assemblea per il nuovo presidente: in corsa anche Paroli e Piciocchi

di c.b.

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Musso era stato scelto dall'ammiraglio Seno quando era stato nominato commissario dell'Authority all'indomani dell'arresto di Signorini

Aeroporto di Genova, il 16 giugno l’assemblea per il nuovo presidente: in corsa anche Paroli e Piciocchi

E' stata convocata per il 16 giugno l'assemblea dei soci dell'aeroporto di Genova per decidere chi sarà il presidente e rinnovare il consiglio di amministrazione dopo la mancata riconferma di Enrico Musso.
     Al momento non ci sono nomi certi ma iniziano a circolare le prime indiscrezioni. Due le ipotesi di nomi che circolano: si parla di Matteo Paroli, presidente dell'Autorità portuale (socio di maggioranza del Colombo), e Pietro Piciocchi, ex vice di Marco Bucci quando era sindaco nonché candidato a primo cittadino lo scorso anno. Musso era stato scelto dall'ammiraglio Massimo Seno quando era stato nominato commissario dell'Authority all'indomani dell'arresto di Paolo Emilio Signorini.

La società è partecipata per il 60% dall'Autorità portuale e per il 40% dalla Camera di Commercio, ma il rinnovo della governance si intreccia con un dossier ben più complesso: quello della privatizzazione dello scalo. Un tema discusso da quasi due decenni e mai arrivato a una soluzione definitiva.

Dopo l'uscita di scena di Aeroporti di Roma, il Cristoforo Colombo è rimasto infatti tra i pochi aeroporti italiani a mantenere una gestione interamente pubblica. Nel frattempo, l'incertezza sul futuro e l'avvicinarsi della scadenza della concessione, fissata al 2029, hanno inciso pesantemente sulla valorizzazione della società. Se nel 2010 il valore stimato superava i 60 milioni di euro, oggi la cifra risulterebbe ridotta a meno di un terzo.

Proprio sulla valutazione economica della Spa si stanno concentrando nuove divergenze tra i soci. Alla fine del 2025 era stato annunciato un protocollo d'intesa tra Authority e Camera di Commercio per individuare un percorso condiviso finalizzato all'ingresso di un socio industriale di maggioranza. Tuttavia, la stima affidata a PwC dall'Autorità portuale non avrebbe convinto l'ente camerale, che ha deciso di commissionare una seconda analisi all'economista Alberto Quagli dell'Università di Genova.

L'incarico non è ancora stato completato, ma secondo indiscrezioni la nuova due diligence starebbe evidenziando una valutazione significativamente superiore rispetto a quella elaborata da PwC. Una differenza che potrebbe rallentare ulteriormente il processo, considerato che il valore della società rappresenta il punto di partenza per qualsiasi futura procedura di selezione di partner privati.

Sul tavolo restano inoltre due possibili scenari per l'assetto futuro dell'aeroporto. Il primo prevede un percorso articolato in due fasi: inizialmente l'Autorità portuale trasferirebbe una parte della propria partecipazione a Regione Liguria e Comune di Genova, per poi procedere successivamente alla ricerca di un investitore privato attraverso una gara pubblica.

L'alternativa punta invece a una procedura più rapida e diretta. In questo caso i soci attuali promuoverebbero immediatamente un bando pubblico per l'individuazione del partner industriale, valutando contestualmente l'eventuale ingresso degli enti locali nel capitale sociale. Una scelta che consentirebbe di ridurre i tempi, ma che richiederebbe un accordo preventivo tra tutti i soggetti coinvolti.

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