Addio all'attore David Riondino, incantò Genova col 'Morgante e Margutte' accanto a Dario Vergassola
di R.S.
L'ultimo spettacolo nella nostra città fu una rilettura del poema eroicomico di Luigi Pulci, Maifredi: "Ci lascia un artista immenso"
È morto a 73 anni David Riondino, artista poliedrico e inconfondibile, capace di attraversare teatro, musica e televisione con uno stile unico, fatto di ironia sottile, cultura e improvvisazione. Con lui se ne va una voce originale della scena italiana, capace di mescolare poesia e satira, tradizione e invenzione.
Attore, cantautore, autore e affabulatore, Riondino aveva costruito negli anni un percorso personale lontano dalle mode, mantenendo sempre uno sguardo libero e curioso. Dalle esperienze televisive alla collaborazione con intellettuali e artisti, fino al teatro di parola, ha incarnato una forma di spettacolo colto ma accessibile, mai banale.
A Genova, città che lo aveva accolto più volte, resta vivido il ricordo della sua ultima apparizione nell’estate del 2023, quando salì sul palco del Palazzo Reale insieme a Dario Vergassola. I due portarono in scena “Morgante e Margutte”, rilettura brillante del poema di Luigi Pulci, nell’ambito della rassegna ideata da Sergio Maifredi.
In quella serata, tra le sale del palazzo di via Balbi, Riondino mostrò ancora una volta il suo talento di narratore e improvvisatore, muovendosi con naturalezza tra i versi e l’ironia, in perfetta sintonia con Vergassola. Era il suo teatro: leggero solo in apparenza, capace invece di affondare nelle radici della letteratura per restituirla al pubblico con freschezza e intelligenza.
Quell’interpretazione, tra il colto e il popolare, resta oggi una delle ultime immagini di un artista che ha fatto della parola il suo strumento più potente. E che fino all’ultimo ha saputo usarla per divertire, far pensare e, soprattutto, creare un legame diretto con chi ascoltava.
Il ricordo di Sergio Maifredi - «Con David Riondino se ne vanno le ballate, i sogni e le emozioni che sapeva suscitare con le parole e la musica – dichiara Sergio Maifredi, fondatore e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure – Sentiremo la mancanza di un uomo e di un artista libero, controcorrente, scomodo, ironico e colto come David Riondino. Un artista per me sempre contemporaneo con uno sguardo sempre oltre. Stavamo lavorando a un nuovo spettacolo su Georges Simenon, a cui teneva molto». “Il Mediterraneo in barca” con Riondino protagonista nel ruolo di Simenon, avrebbe debuttato il 25 giugno al teatro romano di Fiesole. «Sono onorato – continua Maifredi – di avere lavorato con lui più di 15 anni, dal 2011. Alla fine degli anni Ottanta, mentre frequentavo l’Accademia a Milano, ascoltai uno dei suoi primi dischi “Racconti picareschi” e in particolare la canzone “L’impiegatino asburgico”, e trovai che fosse un genio assoluto. L’ho poi conosciuto personalmente molti anni dopo, grazie a Dario Vergassola. La collaborazione professionale iniziò con “Odissea un racconto mediterraneo”. Insieme al suo amico Dario recitava il 24° canto, “L’ultima Odissea”. Riondino aveva una cultura sterminata, era preparato su qualunque argomento gli proponessi, dalle Argonautiche, al Corsaro nero, alle terzine di Dante, al Decameron, su cui aveva curato una trasmissione Rai insieme a Maurizio Fiorilla. Tutti spettacoli che abbiamo portato in scena. David faceva parte del consiglio artistico di Teatro Pubblico Ligure: con lui mi sono confrontato su molti progetti. Sapeva sempre dare un consiglio meditato e originale». La collaborazione con Teatro Pubblico Ligure ha dato origine a molte altre produzioni, compreso uno spettacolo che Riondino aveva realizzato con il musicista Fabio Battistelli ed è stato ripreso dopo anni: “La Buona Novella”, proposto a Ventimiglia e a Finale Ligure, in cui venivano ricordati fra l’altro gli anni in cui Riondino apriva i concerti di Fabrizio De Andrè. L’ultimo spettacolo andato in scena in Liguria è “La Traviata delle camelie”, che vedeva sul palco Riondino e Vergassola, il 21 dicembre al Teatro Sociale di Camogli, un’altra produzione di Teatro Pubblico Ligure ripresa per volontà dei due artisti che volevano tornare in pubblico con un loro spettacolo nato anni prima. «David per noi – dice ancora Maifredi – è stato l’essenza del nostro viaggiare. Per le nostre “Parole antiche per pensieri nuovi”, David era sempre “parole nuove”».
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