A Genova un secolo di trasformazioni urbane: al via il ciclo “Dieci volte dieci anni”

di R.S.

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In calendario dal 17 aprile al 27 novembre 2026 presso l’Archivio Storico di Palazzo Ducale, il ciclo propone dieci conferenze a ingresso libero

A Genova un secolo di trasformazioni urbane: al via il ciclo “Dieci volte dieci anni”

Raccontare Genova significa attraversarne le trasformazioni e leggere nei suoi quartieri, nelle infrastrutture e nei paesaggi urbani le tracce di un secolo di cambiamenti. Da questa prospettiva nasce “Dieci volte dieci anni. Conversazioni architettoniche sulla Grande Genova”, il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Ordine Architetti PPC di Genova in collaborazione con Fondazione Labò, all’interno del programma dedicato alle trasformazioni urbane (foto della facoltà di Architettura di Jacopo Baccani) della città.

In calendario dal 17 aprile al 27 novembre 2026 presso l’Archivio Storico di Palazzo Ducale, il ciclo propone dieci conferenze a ingresso libero che ripercorrono l’evoluzione urbana, sociale ed economica della città. Curato da Nicola Valentino Canessa, Francesco Saverio Fera, Simona Gabrielli, Antonio Lavarello e Valter Scelsi, il progetto è organizzato per decenni e prende avvio dal 1926, anno in cui, con un Regio Decreto, nasceva la cosiddetta “Grande Genova”.

Il percorso offre una lettura critica di un modello urbano peculiare: a differenza di altre grandi città, Genova ha mantenuto una struttura policentrica, in cui le ex delegazioni conservano una forte identità. Un equilibrio tra centro e periferie che oggi viene considerato un esempio virtuoso e che sarà al centro delle analisi degli studiosi coinvolti.

Il primo appuntamento, venerdì 17 aprile, sarà dedicato al periodo 1926-1935 con l’incontro “Una città moderna. Genova che si espande”, focalizzato sul rapporto tra pianificazione urbana, sviluppo del porto e crescita dei quartieri collinari. Seguirà, il 24 aprile, “Illusioni e conflitto. Architetture del consenso e città in guerra”, dedicato agli anni 1936-1945 e ai temi della propaganda, della monumentalità e delle trasformazioni urbane durante il conflitto.

Il 22 maggio sarà invece la volta del dopoguerra con “La ricostruzione. Innovazione e recupero”, che analizzerà il periodo 1946-1955 tra esigenze di emergenza e recupero della memoria storica. Il ciclo proseguirà poi attraverso i decenni successivi, affrontando industrializzazione, espansione urbana, infrastrutture e cambiamenti sociali, fino ad arrivare alle sfide contemporanee.

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