3° Forum Energia, Gentile (Ansaldo Nucleare): “In Europa il nucleare ha invertito la rotta, anche l’Italia può accelerare”

di Luca Pandimiglio

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“L’inserimento del tema nucleare nella discussione parlamentare rappresenta sicuramente un elemento che può portare maggiore ottimismo”

Il ritorno del nucleare nel dibattito energetico europeo potrebbe aprire nuove prospettive anche per l’Italia. È questa la valutazione di Daniela Gentile, ad di Ansaldo Nucleare, che vede nel nuovo contesto normativo e geopolitico un possibile punto di svolta per il settore.

“L’inserimento del tema nucleare nella discussione parlamentare rappresenta sicuramente un elemento che può portare maggiore ottimismo”, spiega Gentile. “Le tempistiche non sono semplici da prevedere, ma il contesto europeo sta dando segnali molto chiari”.

Secondo Ansaldo Nucleare, negli ultimi tre anni l’Europa ha profondamente modificato il proprio approccio verso gli investimenti nel nucleare, anche alla luce della necessità di rafforzare indipendenza energetica e decarbonizzazione.

“L’Europa ha realmente invertito la rotta nei confronti del nucleare”, sottolinea Gentile. “Molti Paesi dell’Europa orientale stanno affrontando il tema dell’indipendenza dai combustibili fossili proprio attraverso nuovi programmi nucleari”.

Tra gli esempi citati dalla manager c’è la Polonia, dove sono già partite le attività per la costruzione di tre centrali nucleari e ulteriori impianti sono in programma. Anche Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Romania stanno accelerando i propri investimenti nel settore.

Per l'ad di Ansaldo Nucleare, dunque, il nuovo scenario europeo potrebbe favorire anche una riapertura del confronto italiano sul ruolo dell’energia nucleare nel mix energetico futuro, soprattutto in chiave di sicurezza energetica e riduzione delle emissioni.

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