3° Forum Energia, Becchetti (GSE): “Rinnovabili ed efficienza energetica per rendere il Paese più autonomo e stabile”

di Luca Pandimiglio

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“Le energie rinnovabili vanno sviluppate perché sono uno strumento di miglioramento del consumo e dell’economia nazionale"

In un contesto internazionale segnato da crisi geopolitiche ed energetiche ricorrenti, la transizione verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica resta una delle principali leve strategiche per l’Italia. A sottolinearlo è Alfredo Becchetti, presidente GSE, che inquadra l’attuale fase come parte di un percorso ormai strutturale.

“La geopolitica internazionale è in grande crisi da molti anni e abbiamo vissuto diversi shock energetici e geo-energetici”, osserva Becchetti. “L’Italia ha reagito molto bene e la crescita della produzione di energia rinnovabile rappresenta una risposta concreta alle esigenze del Paese”.

Secondo il GSE, la transizione energetica non può però basarsi su un’unica fonte. Il sistema resta necessariamente un mix, ma con una direzione chiara: aumentare il peso delle rinnovabili e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

“C’è bisogno di un mix energetico che includa anche altre fonti”, spiega, “ma l’obiettivo deve essere quello di implementare il più possibile le rinnovabili e incentivare l’efficientamento energetico”.

Un passaggio chiave riguarda anche la stabilità economica. Ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche significa infatti limitare l’esposizione alla volatilità dei prezzi internazionali.

“Questo ci consentirà di essere più autonomi e di non subire le variazioni del costo dell’energia a livello internazionale”, sottolinea Becchetti.

In questo scenario, anche il gas continua a giocare un ruolo di transizione, seppur cambiato rispetto al passato. “In questo momento il gas è diventato un abilitatore importante per l’accelerazione delle fonti rinnovabili”, afferma.

Ma la transizione non è solo tecnologica o regolatoria: richiede anche un cambiamento culturale. “È un processo non solo tecnico e amministrativo, ma anche psicologico”, spiega Becchetti. “Bisogna far comprendere a imprese e cittadini che le rinnovabili possono essere anche uno strumento economico”.

L’utilizzo di strumenti contrattuali di lungo periodo, come i Power Purchase Agreement, può infatti garantire stabilità dei costi e maggiore capacità di programmazione per le imprese, mentre le famiglie possono beneficiare di tariffe più prevedibili.

“Le imprese possono avere un costo dell’energia fisso per lungo tempo e fare programmazione, le famiglie possono contare su contratti con costi predeterminati”, evidenzia.

Il GSE è impegnato anche sul fronte dell’accompagnamento agli operatori e alla pubblica amministrazione, con attività di formazione e supporto tecnico.

“Abbiamo fatto molti webinar e creato rapporti di tutoraggio con Comuni, Regioni e imprese”, ricorda Becchetti. “L’obiettivo è fornire risposte rapide alle difficoltà legate alle procedure”.

Tra gli strumenti operativi citati anche la piattaforma Sviluppo Sostenibile Energia, pensata per semplificare il dialogo tra imprese e amministrazione e chiarire le procedure necessarie per gli interventi.

“È una piattaforma che consente alle imprese di avere risposte immediate sul piano amministrativo e sulle procedure semplificate”, spiega.

In conclusione, il messaggio del GSE è netto: le rinnovabili non sono solo una scelta ambientale, ma una leva economica e strategica per il Paese.

“Le energie rinnovabili vanno sviluppate perché sono uno strumento di miglioramento del consumo e dell’economia nazionale”, conclude Becchetti.

 
 

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