25 aprile, Bucci: "Bella ciao simbolo della Festa. Ognuno è libero di fischiare, ma serve rispetto"
di Luca Pandimiglio
“La libertà finisce dove comincia quella degli altri. Il messaggio che mandiamo è molto più importante di chi pensa che con i fischi si possa risolvere qualcosa”
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, interviene sul significato delle celebrazioni del Festa della Liberazione, soffermandosi anche sul valore simbolico delle canzoni legate a questa ricorrenza e sul clima che accompagna le manifestazioni pubbliche.
Bucci ha ricordato come, fin da giovane, fosse abituato a cantare “Bella ciao” a scuola, sottolineandone la bellezza e la diffusione trasversale: “Era una canzone che ci insegnavano, la cantavano tutti senza distinzioni”. Secondo il presidente, il brano non nacque originariamente come canto partigiano, a differenza di “Fischia il vento”, ma nel tempo ha assunto una connotazione più politica. “A un certo punto è diventata una canzone di parte – ha spiegato – anche se resta una bellissima canzone”.
Nonostante ciò, Bucci ha ribadito che nel contesto del 25 aprile il brano rappresenta “la canzone della festa”, motivo per cui è giusto che venga cantato da tutti. “Non è divisiva – ha aggiunto – perché una canzone non può esserlo, anche se talvolta è stata utilizzata per trasmettere messaggi di un certo tipo”.
Nel suo intervento, il presidente ha poi ampliato il discorso al valore storico della Liberazione, ricordando un passaggio fondamentale della storia italiana: il diritto di voto alle donne sancito il Referendum istituzionale del 1946. “È stata una conquista straordinaria – ha affermato – e dovremmo chiederci perché non sia arrivata prima, visto che in altri Paesi era già realtà da tempo”.
Infine, il presidente ha commentato anche le contestazioni ricevute durante le celebrazioni, rivendicando il valore della libertà di espressione: “Io ho la libertà di parlare e gli altri hanno la libertà di fischiare”. Tuttavia, ha precisato che il rispetto reciproco resta un limite fondamentale: “La libertà finisce dove comincia quella degli altri. Il messaggio che mandiamo è molto più importante di chi pensa che con i fischi si possa risolvere qualcosa”.
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