Salis: "Scuola e lavoro uniti per formare i professionisti del porto"
di Redazione
Genova rafforza il suo ruolo di riferimento nella Blue Economy europea con un nuovo progetto dedicato alla formazione e all’occupazione nel settore marittimo. L’iniziativa, presentata dalla sindaca Silvia Salis, prevede la creazione della Scuola dei Professionisti del Mare, un percorso formativo pensato per rispondere alla crescente domanda di competenze nel comparto portuale e navale.
Il progetto nasce dalla necessità di colmare il divario tra le esigenze delle imprese e la disponibilità di manodopera qualificata. Nonostante il porto di Genova rappresenti uno dei poli strategici dell’economia marittima europea, molte figure professionali tecniche risultano difficili da reperire, rallentando in alcuni casi il ricambio generazionale e lo sviluppo delle attività produttive.
La nuova scuola sarà orientata alla formazione di profili altamente specializzati, fondamentali per il settore nautico e portuale. Tra questi figurano fabbri, falegnami, tappezzieri nautici, saldatori specializzati ed esperti in lavorazioni navali e opere portuali. Professioni tradizionali solo in apparenza, ma oggi sempre più legate a competenze tecniche avanzate e a processi industriali complessi.
Un aspetto centrale dell’iniziativa riguarda anche la possibilità di riqualificazione professionale. Il progetto, infatti, non si rivolge esclusivamente ai giovani in ingresso nel mondo del lavoro, ma anche a lavoratori già formati che hanno perso l’occupazione e intendono reinserirsi in un settore in forte crescita. L’obiettivo è quello di favorire il cosiddetto reskilling, adattando le competenze alle nuove esigenze del mercato.
Secondo quanto illustrato, il percorso sarà costruito in collaborazione con le imprese del territorio, così da garantire una formazione aderente alle reali necessità del comparto. Le aziende del settore nautico, navale e portuale saranno coinvolte nella definizione dei programmi didattici, contribuendo a individuare le competenze più richieste e le figure professionali più difficili da reperire.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che punta a consolidare il ruolo di Genova e della Liguria come centri nevralgici dell’economia del mare, anche in vista delle iniziative previste per il 2026, anno in cui il territorio sarà al centro di eventi dedicati alla Blue Economy.
Con questa iniziativa, l’obiettivo è trasformare il fabbisogno di manodopera in un’opportunità di crescita, rafforzando il legame tra formazione, imprese e sviluppo economico.
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