Yamaha Music School, la didattica a distanza tra opportunità e riflessioni

di Giulia Cassini

La lettera del pianista e docente

La sede della Yamaha Music School presso il Teatro Carlo Felice ha sospeso le lezioni collettive nel momento in cui tutte le scuole si sono fermate: ha proseguito l'attività con le lezioni singole fino al termine obbligato. D'altronde a un certo punto il teatro stesso ha chiuso gli accessi. Così quali strade percorrere? Ne abbiamo parlato con il famoso pianista Benedetto Spingardi Merialdi .
 
"La lezione collettiva -spiega il docente di pianoforte- non è strettamente una lezione di pianoforte, ma è una lezione di musicalità operata su sintetizzatori (vulgo "tastiere) , questo perché le manine degli allievi (dai 4 ai 6 anni) sono ancora delicate e in via di formazione, morfologicamente, e per loro quindi il tasto di un pianoforte acustico potrebbe essere non solo difficoltoso ma anche dannoso. In più il sintetizzatore è uno strumento che apre le loro orecchie a tanti timbri di strumenti diversi. Queste lezioni ovviamente non si riescono - tranne che in maniera molto parziale - a recuperare a distanza perché la forza di questa didattica è proprio nell'apprendimento di gruppo, nell'imitazione e nella socialità stessa che i bambini (affiancati sempre da un adulto in classe) riescono a formare con spontaneità".
 
La volontà è quella di restare in contatto con le famiglie il più possibile e garantire la continuità didattica  anche con momenti ludici. Il quadro poi cambia completamente per le fasce d'età successive.
 
"Usiamo diversi sistemi -spiega il Maestro- anche perché diverse sono le disponibilità a livello di linea e di apparecchi di cui ciascuna famiglia dispone : si va dalla videochiamata con WhatsApp (comunque con audio di accettabile qualità), all'uso delle piattaforme Zoom e Skype.
Talvolta la videochiamata WhatsApp si rivela addirittura migliore visto l'alto traffico cui Skype è soggetto in questi tempi. Su Zoom poi condividiamo le esperienze in riunioni docenti che effettuiamo due volte alla settimana".
 
Bisgna poi adattare i mezzi all'uso insegnando ad esempio a ottimizzare audio e visuale.
 
"Da parte nostra muoviamo il dispositivo - continua Spingardi Merialdi- ad inquadrare, a seconda, la nostra mano (per una esecuzione-modello), o un dettaglio in partitura.
Un mio collega si è dotato - tramite una "app" , della possibilità di avere due inquadrature, due videocamere (puntate su tastiera del pianoforte e spartito, per esempio).
Naturalmente manca moltissimo al docente quell'approccio fisico - vorrei dire quasi plastico - che è fondamentale per impostare, plasmare, correggere la posizione della mano, ma se la ripresa video è buona come stiamo avendo modo di riscontrare riusciamo bene a correggere anche la diteggiatura... che in gergo significa non solo il suonare le note giuste ma il suonarle con il dito che riteniamo più appropriato perché il movimento sia scorrevole e di conseguenza il suono gradevole".
 
Queste pratiche convincono con allievi che hanno un pregresso di lezioni fatte fisicamente insieme, iniziare da zero sarebbe a dir poco problematico. Le risposte sono buone in generale.
 
"Da parte delle famiglie -continua il Maestro-  abbiamo ricevuto differenti reazioni ...adesione convinta, entusiasmo, scoramento, richiesta di attendere tempi migliori, senso di "troppo pieno" (ovvero tra scuola e altro l'impressione che l'allievo sia fin troppo compresso).
Mi aspettavo di peggio, ovvero anche a distanza la lezione con gli allievi riesce ad essere di buona definizione sul piano artistico e di crescita per entrambi.
In caso di allievi minorenni mi capita - da parte dei genitori di cui godo la fiducia - di operare direttamente sul numero di telefono dell' allievo, e quindi sul suo dispositivo... Non dovendo così ingombrare la linea che magari ai genitori serve per motivi personali e di lavoro".
 
In generale questo periodo è un arricchimento, una crescita introspettiva e alcune modalità potranno essere riprese in futuro. 
"Nel frattempo -chiosa il docente- stiamo infatti pensando di attrezzare la scuola in maniera stabile con risorse fornite dalla piattaforma Cisco che amplierebbero moltissimo l'offerta in termini di qualità e versatilità : in questo senso ritengo che l'esperienza della Yamaha Music School di Genova (in coordinamento con le scuole consorelle in tutta Italia e con la Yamaha Music Foundation) stia facendo quanto di meglio sia possibile".