Waterfront Mall e fuga negozi dal centro, Spigno (Confesercenti) a Telenord: "Tutelare piccolo commercio, settore vitale e sotto pressione"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

"Siamo stretti tra i grandi centri commerciali, come quello appena aperto, e il commercio on line"

Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova, intervenuto a Telenord nel corso di Liguria Live, lancia un appello chiaro e articolato affinché venga posta maggiore attenzione alla condizione sempre più fragile del commercio di prossimità. La sua riflessione prende le mosse dalla situazione del quartiere della Foce, ma si estende rapidamente all’intero contesto cittadino, evidenziando dinamiche che coinvolgono tutto il tessuto economico e sociale di Genova.

 

Al centro delle preoccupazioni vi è il nuovo ‘Waterfront Mall’, realizzato all’interno del rinnovato Palasport. Secondo Spigno, questa struttura rischia di incidere in modo significativo sugli equilibri già delicati del commercio urbano, andando a sottrarre ulteriore spazio e clientela alle attività tradizionali. Il timore è che un’infrastruttura di questo tipo, pensata come polo attrattivo multifunzionale, possa alterare profondamente la vitalità economica dei quartieri e mettere in difficoltà le piccole e medie imprese locali.

 

"Siamo stretti tra i grandi centri commerciali, come quello appena aperto di cui avremmo auspicato una destinazione esclusivamente sportiva, e il commercio on line" afferma Spigno, sintetizzando efficacemente la doppia pressione che grava sugli esercenti. Da un lato, infatti, si assiste alla proliferazione di grandi strutture commerciali fisiche, capaci di concentrare flussi di consumatori; dall’altro, l’espansione dell’e-commerce continua a modificare le abitudini di acquisto, sottraendo ulteriori quote di mercato ai negozi tradizionali.

 

A questo scenario si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: l’evoluzione demografica della città. Spigno sottolinea come Genova stia vivendo un progressivo invecchiamento della popolazione e una contrazione dei residenti, fattori che renderebbero poco coerente l’espansione della grande distribuzione organizzata e di nuovi poli commerciali. In un contesto caratterizzato da una domanda potenzialmente in calo, l’apertura di nuove grandi superfici rischia infatti di accentuare la competizione interna, senza generare un reale aumento dei consumi.

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