"Vita mia”, Ignazio Oliva racconta a Telenord il film di Winspeare tra Salento ed Europa

di Redazione

Un’opera che intreccia storie familiari, fragilità personali e un viaggio che attraversa non solo l’Europa geografica

Ignazio Oliva, in collegamento con Liguria Live a Telenord, presenta “Vita mia”, il nuovo film di Edoardo Winspeare in cui interpreta uno dei figli della protagonista. Un’opera che intreccia storie familiari, fragilità personali e un viaggio che attraversa non solo l’Europa geografica, ma anche quella emotiva e storica.


Il film racconta la vicenda di Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane che torna nel palazzo di famiglia in Salento. In attesa di recarsi in Ungheria per l’avvio del processo di beatificazione del padre, i figli le affiancano una badante, Vita: una giovane donna dal vissuto difficile, divisa tra famiglia, responsabilità e una relazione sentimentale complicata.


Il loro incontro diventa l’asse centrale della narrazione. Il viaggio in Ungheria segna per Vita una scoperta di un mondo sconosciuto e l’inizio di un percorso di avvicinamento umano e reciproco con la donna che assiste.


Winspeare costruisce così un racconto che amplia il suo sguardo dal Salento all’Europa, mantenendo però intatta la sua attenzione per le persone e per le loro fragilità. "Il suo è un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo di un continente segnato da ferite storiche ancora aperte", emerge dalla lettura del film.


Al centro della storia ci sono due figure femminili complesse, interpretate da Dominique Sanda e Celeste Casciaro. La prima offre una prova intensa nel ruolo di Didi, donna anziana e malata capace di passare dalla dolcezza alla durezza in un istante; la seconda dà corpo a Vita, una giovane donna semplice ma dotata di una profonda capacità empatica.


Il film diventa così un racconto di avvicinamenti e distanze, di fragilità che si specchiano l’una nell’altra. "Due donne lontanissime che, attraverso il dolore e la cura, finiscono per riconoscersi".


Con uno sguardo delicato e mai invadente, Winspeare trasforma anche i luoghi in protagonisti della storia: dal Salento alla Transilvania, ogni spazio contribuisce a costruire un percorso emotivo che accompagna lo spettatore dentro una relazione fatta di silenzi, tensioni e inattese forme di comprensione reciproca.

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