Violenza e bullismo, Genova accende il confronto: “Il silenzio è il primo nemico”

di Carlotta Nicoletti

1 min, 27 sec

Una giornata dedicata a vulnerabilità, prevenzione e ascolto tra testimonianze, teatro e progetti concreti

Violenza e bullismo, Genova accende il confronto: “Il silenzio è il primo nemico”

La violenza di genere e il bullismo non nascono all’improvviso. Crescono nel silenzio, tra fragilità ignorate, segnali sottovalutati e relazioni tossiche. Da questo principio è partita “Invulnerabilia”, l’iniziativa organizzata dall’Università di Genova al Palazzo della Borsa per affrontare i temi della sicurezza sociale, della vulnerabilità e della prevenzione attraverso testimonianze, musica, teatro e confronto diretto.

Convegno – L’evento, promosso dal Centro Sicurezza, Rischio e Vulnerabilità dell’ateneo genovese, ha acceso i riflettori su fenomeni sempre più diffusi, con particolare attenzione al bullismo e alla violenza di genere. Obiettivo dell’incontro: trasformare la consapevolezza in strumenti concreti di aiuto e prevenzione.

Ascolto – Tra gli interventi anche quello di Nespresso Italia, che ha presentato il progetto “Punti Viola”. “Abbiamo trasformato oltre 60 boutique italiane in luoghi di ascolto e primo supporto per vittime di violenza e stalking”, è stato spiegato durante il panel. Più di 700 dipendenti sono stati formati per riconoscere situazioni di disagio e indirizzare le persone verso le autorità competenti.

Bullismo – Ampio spazio anche al cyberbullismo, indicato dagli esperti come una delle forme più invasive di violenza contemporanea. Avvocati e professionisti hanno ricordato l’importanza di conoscere gli strumenti legali disponibili, dalle denunce alle richieste di rimozione dei contenuti online. “Non esiste mai un raptus improvviso – è stato sottolineato – ma un percorso di sofferenza che può essere intercettato”.

Teatro e musica – Attraverso videoclip, spettacoli e racconti ispirati a storie vere, gli artisti coinvolti hanno mostrato come il bullismo e la violenza possano lasciare segni profondi anche nell’età adulta. “Parlarne è fondamentale – è stato ribadito – perché il carnefice può avere un volto qualunque”.

Prevenzione – Centrale il messaggio finale condiviso dai relatori: riconoscere i segnali precoci, creare reti di supporto e promuovere cultura del rispetto sono gli strumenti più efficaci per contrastare la violenza.

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