Verde urbano, nei Comuni meno interventi sui greti: cala l’attività ambientale
di Andy Woodrook
In diminuzione ordinanze e autorizzazioni ambientali secondo il Cnel. Pulizia dei fiumi in forte calo, aumentano potature e nuove alberature con forti differenze territoriali
L’attività ambientale dei Comuni italiani registra un arretramento complessivo, con un netto calo delle ordinanze, delle autorizzazioni e degli interventi di pulizia dei greti fluviali, mentre cresce l’attenzione verso alberi e verde pubblico. È quanto emerge dalla Relazione annuale sui servizi pubblici 2025 del Cnel, che fotografa l’andamento dei servizi al territorio.
Dati Cnel – Le ordinanze ambientali diminuiscono del 15%, le autorizzazioni del 10% e i pareri di compatibilità ambientale del 19%. Ancora più marcato il calo della pulizia dei greti, che a livello medio nazionale registra un -25%. L’attività cresce soltanto in Umbria (+25%), Toscana (+11%) e Liguria (+9%), mentre arretra nel resto del Paese.
Verde urbano – In controtendenza la gestione delle piante. La potatura cresce in modo significativo nel Centro Italia (+85%), aumenta più moderatamente nel Nord-Est e cala nel Nord-Ovest e nel Sud. Le nuove alberature raggiungono una media nazionale di 4,68 ogni 1.000 abitanti, con un incremento complessivo del 10%, ma con forti riduzioni nelle Marche (-41%), in Calabria (-33%) e in Piemonte (-25%). L’Emilia-Romagna guida la classifica con circa 10 nuove alberature ogni 1.000 abitanti.
Territori – I grandi centri del Nord-Est mostrano le performance migliori per l’incremento del verde pubblico, con un +60% annuo e 14,6 nuove alberature ogni 1.000 abitanti. I Comuni sotto i 5.000 abitanti registrano invece risultati più deboli. La pulizia dei greti aumenta solo in alcuni piccoli Comuni del Nord-Est e nei centri sopra i 60.000 abitanti, ad eccezione del Sud.
Indicatori – Sommando viabilità e territorio, i grandi centri del Nord-Est restano i più prestanti nonostante una contrazione del 18%. L’Emilia-Romagna mantiene il valore più alto (770 punti), seguita da Basilicata, Toscana e Umbria. Al Sud spicca la Basilicata in crescita, mentre la Campania resta su livelli bassi. L’indice nazionale è stabile a 474, con forti divari anche a livello provinciale.
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