Vacanze sulla neve sempre meno sostenibili: l’allarme di Legambiente

di R.S.

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Il dossier segnala inoltre 106 impianti chiusi temporaneamente, 98 con aperture parziali e 231 strutture che sopravvivono grazie ai finanziamenti pubblici

Vacanze sulla neve sempre meno sostenibili: l’allarme di Legambiente

Il modello del turismo legato alla neve sta diventando sempre meno sostenibile, tra cambiamenti climatici, costi elevati e infrastrutture abbandonate. È quanto emerge dal dossier “Nevediversa” pubblicato da Legambiente, che fotografa la situazione del turismo montano in Italia.

Secondo il report, il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo di montagna continua a sostenere il cosiddetto “sistema neve”, nonostante il progressivo calo delle nevicate e la crescente dipendenza dall’innevamento artificiale. Tra Alpi e Appennini, nel 2026 si contano 273 impianti sciistici dismessi e 247 strutture turistiche abbandonate o sottoutilizzate.

Il dossier segnala inoltre 106 impianti chiusi temporaneamente, 98 con aperture parziali e 231 strutture che sopravvivono grazie ai finanziamenti pubblici. Le regioni con più casi sono Lombardia, Abruzzo ed Emilia-Romagna. Intanto crescono anche le attrazioni artificiali in quota, come tubing e bob estivi, con 28 nuovi “luna park della montagna” censiti.

Il cambiamento climatico ha accorciato la stagione sciistica da 22 a 34 giorni in meno rispetto a 50 anni fa, mentre il turismo della neve registra un calo: secondo l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, nella stagione 2025-2026 gli sciatori giornalieri sono diminuiti del 14,5%.

Per l’associazione ambientalista è necessario ripensare il modello turistico della montagna, investendo nella riconversione degli impianti dismessi e nella destagionalizzazione dell’offerta, con forme di turismo più sostenibili e resilienti.

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