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Ventimiglia, il flash mob di Amnesty International nella Giornata mondiale del rifugiato

di Marco Innocenti

Una sessantina di attivisti italiani e francesi si sono dati appuntamento al valico di Ponte San Ludovico

"Welcome Refugees", "Percorsi sicuri e legali", "Accolgo perché sono stato accolto", "Prima le persone, poi le frontiere" e "Solidarity is not a crime": sono alcuni degli slogan mostrati, questo pomeriggio, al valico di Ponte San Ludovico, frontiera con la Francia a Ventimiglia, nel corso di un flash mob patrocinato da Amnesty International per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato. All'evento ha partecipato una sessantina di attivisti italiani e francesi.

"Questa terra di frontiera - ha detto Francesca Bisiani, responsabile di Amnesty International Liguria - ricorda, che tutti gli esseri umani hanno diritto a circolare nel mondo, sentendosi sicuri e vedendo rispettati i propri diritti umani fondamentali. Primo fra tutti la dignità umana dei rifugiati, che viene calpestata in Italia e non solo. I migranti sono persone rimaste costantemente escluse dalle politiche di tutela dell'Italia e dell'Unione Europea, durante la pandemia soprattutto. Oggi siamo qui a ricordare che queste persone hanno diritto a vivere, alla propria integrità fisica, a non subire lesioni e a ricevere protezione dalle violazioni dei diritti umani che hanno subito nei Paesi di provenienza e durante il transito".

L'avvocato di Sanremo Ersilia Ferrante, che si occupa dei diritti dei migranti ha letto una delle tante 'storie di frontiera', quella di Mamadou Moussa Balde, il richiedente asilo guineano di 22 anni, che il 9 maggio scorso è stato preso a sprangate da tre italiani dopo il tentato furto di un telefonino e che si è suicidato il 23 maggio nel Cpr di Torino.