Università di Genova, crescono iscritti, ricerca e prospettive internazionali
di Anna Li Vigni
A fare il punto è il rettore Federico Delfino, che ha illustrato le principali novità e strategie dell’Ateneo
Inaugurato il nuovo anno accademico all’Università di Genova con uno sguardo rivolto al futuro: crescita degli iscritti, investimenti nella ricerca e una forte spinta verso l’internazionalizzazione. A fare il punto è il rettore Federico Delfino, che ha illustrato le principali novità e strategie dell’Ateneo.
L’università continua a registrare numeri positivi: gli iscritti sfiorano quota 34.000, segno di un’attrattività in aumento. Parallelamente, il settore della ricerca si conferma uno dei punti di forza, con centinaia di progetti finanziati anche a livello internazionale per un valore complessivo superiore ai 200 milioni di euro.
Sul fronte della didattica, l’offerta formativa viene aggiornata ogni anno per rispondere alle esigenze del mondo produttivo e del lavoro. Centrale anche il dialogo con le scuole per facilitare la transizione scuola-università, mentre cresce l’attenzione alla dimensione internazionale, con la possibilità per gli studenti di ottenere crediti formativi anche attraverso esperienze all’estero.
Un ruolo chiave è giocato dall’alleanza europea ULISSEUS, di cui l’Ateneo genovese fa parte insieme ad altre importanti università del continente, tra cui l’Università di Siviglia e l’Università di Nizza Costa Azzurra. Grazie a questo network, gli studenti possono accedere a percorsi di doppio titolo, ottenendo una laurea riconosciuta in più Paesi: un valore aggiunto significativo per il loro futuro professionale.
Tra le eccellenze dell’Università di Genova spicca la Blue Economy, settore strategico per il territorio ligure. Non solo attività legate a portualità, trasporti e cantieristica, ma anche discipline scientifiche come biologia marina, oceanografia e studi sulla biodiversità, in cui l’Ateneo vanta competenze di alto livello e una stretta collaborazione con istituzioni e imprese.
Importanti novità anche sul piano infrastrutturale. Il complesso dell’Albergo dei Poveri è al centro di un ampio progetto di riqualificazione, sostenuto anche da fondi del PNRR e del Ministero dell’Università e della Ricerca. Qui sorgerà un grande campus dedicato alle scienze sociali e umanistiche, con residenze per studenti, nuovi spazi didattici, servizi, una mensa e strutture sportive. In programma anche due nuove aule magne da circa 300 posti ciascuna, pensate per ospitare eventi e convegni di rilievo internazionale.
Guardando al futuro, il rettore sottolinea la qualità complessiva dell’offerta formativa: dall’ingegneria alla medicina, dalle scienze marine alla fisica, fino alle discipline umanistiche, economiche e giuridiche. Un sistema ampio e diversificato, capace di offrire agli studenti strumenti solidi per costruire il proprio percorso professionale e di vita.
Infine, un messaggio diretto ai giovani: partecipare attivamente alla vita universitaria, portare idee nuove e contribuire allo sviluppo della città. Perché, come evidenziato da Delfino, sono proprio gli studenti a rappresentare una risorsa fondamentale di innovazione e crescita.
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