Uil, 28 aprile, sicurezza sul lavoro: il benessere psicosociale al centro della sfida

di R.S.

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Secondo Giuseppe Gulli, segretario organizzativo UIL Liguria con delega alla sicurezza, la contrattazione collettiva rappresenta uno strumento decisivo

Uil, 28 aprile, sicurezza sul lavoro: il benessere psicosociale al centro della sfida

Non solo incidenti e rischi fisici: oggi la sicurezza sul lavoro passa sempre più anche dal benessere mentale e relazionale. È questo il messaggio che accompagna la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile, promossa dall’ILO, che per il 2026 pone al centro il tema del benessere psicosociale.

Un ambito che include stress, carichi organizzativi, relazioni difficili e pressioni psicologiche, fattori che ormai incidono in modo significativo quanto i rischi tradizionali. Una trasformazione del lavoro che richiede risposte nuove e strumenti più adeguati.

In Liguria, il quadro evidenzia un’urgenza concreta. I settori della sanità, dell’assistenza e dei servizi – caratterizzati da una forte presenza femminile – risultano tra i più esposti a fenomeni di stress, aggressioni e violenza. Nel 2025 gli infortuni registrati in regione sono stati 18.640, di cui 7.108 riguardanti donne, con un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Un dato significativo riguarda proprio la componente femminile: il 5,5% degli infortuni avvenuti durante il lavoro è legato ad aggressioni, mentre il 44% coinvolge personale sanitario.

Secondo Giuseppe Gulli (nella foto), segretario organizzativo UIL Liguria con delega alla sicurezza, la contrattazione collettiva rappresenta uno strumento decisivo per affrontare queste nuove sfide. Non si tratta più soltanto di proteggere i lavoratori dai pericoli immediati, ma di costruire ambienti inclusivi, capaci di garantire qualità delle relazioni e attenzione alla persona. Tra le priorità emergono il supporto psicologico nei casi di burnout, il contrasto alle molestie e la prevenzione dell’isolamento legato al lavoro agile.

Ma mentre emergono nuove criticità, restano aperti anche i nodi storici. In edilizia, infatti, la sicurezza continua a essere un tema cruciale. I cantieri, a Genova come nel resto della Liguria, rimangono un contesto ad alto rischio, segnato da appalti al massimo ribasso, subappalti a catena, formazione insufficiente e controlli limitati. Lavori in quota, ritmi intensi e pressioni costanti contribuiscono a rendere il settore particolarmente esposto.

Riccardo Badi, segretario organizzativo Feneal UIL Liguria, sottolinea la necessità di un cambio di passo: stop al massimo ribasso, maggiore chiarezza nelle responsabilità lungo tutta la filiera, più ispettori e pieno rispetto del contratto nazionale. Fondamentale anche il ruolo degli enti territoriali, come ESSEG, per garantire una formazione concreta e una reale prevenzione nei cantieri.

Infine, la UIL richiama l’attenzione su un ulteriore elemento di trasformazione: l’impatto delle nuove tecnologie, dell’automazione e della gestione algoritmica del lavoro, che stanno ridefinendo i rischi e le modalità di tutela. Da qui l’invito a imprese e istituzioni a costruire coordinamenti per le Pari Opportunità e sportelli dedicati.

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