Ue rinnova le sanzioni alla Russia e prepara uno scudo energetico

di R.S.

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La decisione è arrivata dopo il ritiro del veto minacciato da Ungheria e Slovacchia, ma le tensioni interne all’Unione restano forti

Ue rinnova le sanzioni alla Russia e prepara uno scudo energetico

L’Unione europea conferma la linea dura contro la Russia e proroga le sanzioni individuali contro persone ed entità legate al Cremlino, mentre lavora a nuove misure per proteggere il mercato energetico europeo dagli shock internazionali.

Gli ambasciatori dei Ventisette hanno approvato all’ultimo momento l’estensione fino al 15 settembre della blacklist che colpisce oltre 2.600 tra individui e organizzazioni ritenute coinvolte nell’aggressione all’Ucraina. Le misure prevedono congelamento dei beni, divieti di viaggio e il blocco di qualsiasi forma di finanziamento. Tra i nomi ancora inclusi figura anche l’oligarca Mikhail Fridman, nonostante una precedente decisione della Corte di giustizia europea avesse annullato le restrizioni nei suoi confronti.

La decisione è arrivata dopo il ritiro del veto minacciato da Ungheria e Slovacchia, ma le tensioni interne all’Unione restano forti. Il premier ungherese Viktor Orbán ha attaccato Bruxelles sostenendo che l’Europa non potrà superare la crisi energetica senza il petrolio russo a basso costo. Orbán ha inoltre criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy per il blocco dell’oleodotto Druzhba, che trasporta greggio russo verso l’Europa centrale.

Il tema energetico sarà al centro anche del prossimo G7 Energia e dei colloqui tra i ministri europei. L’obiettivo è rafforzare il sostegno a Kiev e allo stesso tempo affrontare le tensioni sui prezzi dell’energia, aggravate dalla crisi in Medio Oriente.

Nel frattempo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sta preparando uno “scudo energetico” da discutere al Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. Il piano punta a proteggere il mercato interno e potrebbe includere maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato per sostenere l’industria.

Restano invece più divisive altre misure, come la possibile reintroduzione di un tetto al prezzo del gas e la revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), su cui diversi Paesi – tra cui l’Italia – chiedono modifiche per ridurre l’impatto sui costi dell’energia.

 

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