Dal deserto tunisino alla Toscana: il maxi progetto TI-Link per l’energia verde

di R.S.

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La produzione stimata raggiunge i 10 terawattora all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 4 milioni di famiglie

Dal deserto tunisino alla Toscana: il maxi progetto TI-Link per l’energia verde

Un collegamento energetico di portata internazionale potrebbe presto unire il Nord Africa e l’Italia nel segno della sostenibilità. Si tratta del progetto TI-Link (Tunisia-Italia Link), presentato a Follonica, che prevede - scrive La Nazione - la realizzazione di un sistema per trasportare energia rinnovabile prodotta nel deserto tunisino fino alla costa toscana.

L’iniziativa, promossa dalla società italiana Zhero, punta a costruire un parco energetico da circa 5 gigawatt basato su fonti solari ed eoliche, affiancato da un’interconnessione elettrica in corrente continua da 2 gigawatt. Il collegamento sarà garantito da un cavo sottomarino lungo quasi 600 chilometri, in grado di attraversare il Mar Mediterraneo fino al Golfo di Follonica.

La produzione stimata raggiunge i 10 terawattora all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 4 milioni di famiglie. L’investimento complessivo, interamente sostenuto da Zhero, è compreso tra i 6 e gli 8 miliardi di euro. Il progetto rientra tra le iniziative strategiche europee del Global Gateway, oltre a essere incluso nel Piano Mattei e nel Piano di sviluppo 2025 di Terna.

Dal punto di vista tecnico, l’infrastruttura sarà composta da quattro cavi sottomarini da circa 500 megawatt ciascuno. L’energia prodotta in Tunisia sarà convertita in corrente continua per la trasmissione e successivamente riconvertita in corrente alternata una volta giunta in Italia, per essere immessa nella rete elettrica nazionale attraverso la stazione di Suvereto.

Durante l’incontro pubblico, primo passo di un percorso partecipativo con cittadini e istituzioni, sono state illustrate anche le possibili aree di approdo dei cavi, tra cui Piombino (Torre Mozza) e la zona di Pratoranieri. I rappresentanti della società hanno inoltre spiegato che i lavori sottomarini potrebbero essere suddivisi in due fasi, ciascuna della durata di sei-otto mesi, e che il tracciato è stato progettato per evitare aree sensibili dal punto di vista ambientale.

Infine, è stato confermato un accordo con la Regione per prevedere misure compensative a favore dei territori coinvolti dai lavori, a testimonianza dell’attenzione verso l’impatto locale dell’opera.

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