Ue-Groenlandia, 200 milioni per energia e materie prime strategiche

di R.S.

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Sul fronte energetico, l'Ue sosterrà la modernizzazione e la decarbonizzazione della rete elettrica negli insediamenti più remoti

Ue-Groenlandia, 200 milioni per energia e materie prime strategiche

L'Unione europea rafforza la cooperazione con la Groenlandia e la Danimarca su energia, materie prime e infrastrutture. Lunedì 7 settembre è stata siglata a Nuuk una dichiarazione congiunta, accompagnata da 200 milioni di euro di investimenti per il 2026 e il 2027 nell'ambito del Global Gateway Partnership Package. La Commissione europea ha inoltre proposto di aumentare da 225 a 530 milioni di euro i finanziamenti destinati alla Groenlandia nel bilancio Ue 2028-2034.

L'iniziativa punta a rafforzare la presenza europea nell'Artico, una regione sempre più strategica per le risorse naturali, le nuove rotte marittime e la sicurezza energetica. La mossa arriva anche sullo sfondo delle pressioni del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca. «Spetta alla popolazione della Groenlandia e alla Danimarca decidere il futuro della Groenlandia, a nessun altro», ha ribadito la presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante la visita a Nuuk.

Sul fronte energetico, l'Ue sosterrà la modernizzazione e la decarbonizzazione della rete elettrica negli insediamenti più remoti, attraverso sistemi ibridi alimentati da fonti rinnovabili. Sono inoltre allo studio investimenti per ampliare la centrale idroelettrica di Buksefjord e soddisfare la crescente domanda di elettricità nella capitale Nuuk, oltre a iniziative sull'idrogeno rinnovabile.

Altro pilastro dell'accordo sono le materie prime critiche. La partnership europea punta a sostenere progetti minerari sostenibili collegati alle filiere industriali dell'Ue. Tra quelli citati da von der Leyen ci sono l'estrazione di molibdeno a Malmbjerg, nella quale è impegnata la canadese Greenland Resources, e il progetto per la grafite ad Amitsoq, nel sud della Groenlandia, sviluppato dalla britannica GreenRoc Strategic Materials. Il primo potrebbe arrivare a coprire fino al 25% della domanda europea di molibdeno, mentre la grafite di Amitsoq è considerata particolarmente importante per la produzione degli anodi delle batterie al litio.

La collaborazione comprenderà anche turismo sostenibile, pesca, infrastrutture portuali e aeroportuali, istruzione, connettività digitale e azione climatica. Particolare attenzione è rivolta infine alle terre rare, presenti in diversi giacimenti groenlandesi e fondamentali per tecnologie come motori elettrici e turbine eoliche. Risorse che attirano l'interesse anche di Stati Uniti e Cina e che potrebbero diventare uno dei nuovi fronti della competizione geopolitica nell'Artico.

La Commissione europea ha annunciato che presenterà entro la fine del 2026 una nuova strategia per l'Artico.

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