Patto di stabilità, ecco le spese per l’energia che possono sfuggire ai vincoli

di Redazione

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Patto di stabilità, ecco le spese per l’energia che possono sfuggire ai vincoli

La Commissione europea ha precisato, in una nota tecnica, quali misure nel settore dell'energia possono rientrare nella clausola di salvaguardia nazionale che consente deroghe temporanee ai vincoli del Patto di stabilità. Tra queste spiccano sovvenzioni dirette alle famiglie e investimenti infrastrutturali, inclusi progetti nel nucleare.

La clausola di salvaguardia è uno strumento che permette ai Paesi dell'Unione europea di allentare temporaneamente i limiti di bilancio previsti dal Patto di stabilità e crescita, quando devono fronteggiare determinate situazioni o sostenere specifiche priorità. Nel caso in esame, il riferimento è alle misure per l'energia.

Nella nota diffusa da Bruxelles si chiarisce che tra gli interventi ammissibili rientrano, tra l'altro, le sovvenzioni alle famiglie:

  • per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative considerate pulite, come le pompe di calore;
  • per investire in infrastrutture domestiche di ricarica per veicoli elettrici.

Le pompe di calore sono sistemi di riscaldamento e raffrescamento che sfruttano l'energia presente nell'aria, nell'acqua o nel suolo, risultando generalmente più efficienti e meno inquinanti rispetto alle caldaie tradizionali a gas o gasolio. Le infrastrutture domestiche di ricarica, invece, sono le colonnine o wallbox installate nelle abitazioni per ricaricare i veicoli elettrici, considerate essenziali per la diffusione della mobilità a zero emissioni allo scarico.

La Commissione elenca anche le tipologie di investimenti nell'energia che possono beneficiare delle deroghe ai vincoli di bilancio. Oltre ai progetti nelle energie rinnovabili e agli interventi sulle infrastrutture delle reti elettriche, nella nota compaiono esplicitamente anche gli «investimenti in centrali nucleari».

Per energie rinnovabili si intendono, ad esempio, impianti che producono elettricità da fonti come sole, vento, acqua o biomasse, mentre le infrastrutture di rete comprendono le linee e le stazioni elettriche necessarie a trasportare e distribuire l'energia prodotta. L'inclusione degli investimenti in centrali nucleari tra gli interventi potenzialmente coperti dalle deroghe segnala che, per Bruxelles, anche questa tecnologia rientra nel perimetro delle opzioni considerate nella politica energetica degli Stati membri, accanto alle fonti rinnovabili.

La nota della Commissione fornisce dunque un quadro di riferimento su quali spese energetiche possano essere considerate compatibili con l'utilizzo della clausola di salvaguardia nazionale, offrendo ai governi margini aggiuntivi per sostenere la transizione del settore energetico e degli usi domestici.

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