Cina, maxi-piano sulle rinnovabili: entro il 2030 obiettivo 3.500 GW di capacità
di Redazione
La Cina si prepara a entrare in una nuova fase della propria espansione nel settore delle energie rinnovabili. Il nuovo Piano quinquennale per lo sviluppo delle rinnovabili, pubblicato il 23 luglio, delinea una strategia che punta non soltanto ad aumentare la capacità installata, ma anche a migliorare l'efficienza degli impianti e soprattutto a rendere le fonti rinnovabili sempre più capaci di sostituire in modo affidabile la generazione da combustibili fossili.
Il traguardo fissato da Pechino è particolarmente ambizioso: entro il 2030 la capacità complessiva delle fonti rinnovabili dovrà raggiungere circa 3.500 GW. Di questi, ben 2.800 GW saranno rappresentati da impianti eolici e fotovoltaici.
La dimensione dell'obiettivo emerge ancora più chiaramente confrontando il dato con la situazione attuale. Alla fine del 2025, la capacità installata complessiva di eolico e fotovoltaico in Cina era infatti di circa 1.800 GW. Il nuovo Piano prevede quindi l'aggiunta di circa 1.000 GW di nuova capacità nei cinque anni compresi tra il 2026 e il 2030.
Grandi impianti nelle aree desertiche
Una parte importante della nuova capacità sarà concentrata nelle grandi basi eoliche e fotovoltaiche previste soprattutto nelle regioni settentrionali del Paese.
Le aree desertiche rappresentano uno dei principali territori individuati per lo sviluppo di grandi progetti utility scale. Nel corso del quinquennio è prevista la realizzazione di circa 370 GW aggiuntivi di impianti di grandi dimensioni.
Parallelamente, la Cina intende accelerare anche sul fronte dell'eolico in mare. Il Piano prevede infatti l'avvio dei lavori per circa 100 GW di nuova capacità offshore entro il 2030.
Cresce anche il ruolo dell'idroelettrico
La strategia cinese non si limita però a solare ed eolico. Per l'energia idroelettrica viene indicato un obiettivo di circa 410 GW di capacità cumulativa entro il 2030, rispetto ai circa 384 GW registrati alla fine del 2025.
Grande attenzione sarà riservata all'integrazione tra impianti idroelettrici, altre fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. In particolare, il Piano punta a portare la capacità complessiva degli impianti di pompaggio idroelettrico a 160 GW, circa 100 GW in più rispetto al livello raggiunto nel dicembre 2025.
Il pompaggio viene considerato uno degli strumenti fondamentali per compensare la variabilità di eolico e fotovoltaico e rendere più stabile il sistema elettrico.
Più di 300 GW di rinnovabili distribuite
Un altro capitolo riguarda lo sviluppo della generazione distribuita. La Cina prevede di installare oltre 300 GW di nuova capacità su edifici, aree rurali, infrastrutture autostradali e siti industriali.
L'obiettivo è quindi affiancare ai grandi parchi rinnovabili una rete sempre più ampia di impianti di dimensioni medio-piccole, avvicinando la produzione ai luoghi di consumo.
Questa strategia dovrebbe contribuire anche a ridurre la pressione sulla rete di trasmissione e a sfruttare in maniera più capillare le superfici disponibili.
Accumuli e reti per sostituire carbone e gas
Uno degli aspetti più importanti del nuovo Piano riguarda il concetto di “sostituzione affidabile” della generazione convenzionale.
Per raggiungere questo obiettivo, Pechino punta a rafforzare la flessibilità del sistema elettrico attraverso una combinazione di tecnologie. Tra queste figurano gli accumuli a batteria, il pompaggio idroelettrico, il potenziamento degli elettrodotti e delle interconnessioni e la realizzazione di impianti capaci di combinare più tecnologie.
Nel mix futuro potranno trovare spazio anche biomasse e solare termodinamico.
La capacità aggiuntiva di generazione rinnovabile considerata “affidabile” dovrebbe superare i 300 GW nell'arco del quinquennio. Un risultato che Pechino intende raggiungere soprattutto attraverso l'integrazione degli accumuli, capaci di immagazzinare l'elettricità prodotta quando la generazione rinnovabile è elevata e restituirla alla rete nei momenti di maggiore richiesta.
In questo modo, la Cina punta a ridurre la necessità di ricorrere alle centrali a carbone e gas per coprire i picchi di consumo.
L'obiettivo sull'idrogeno verde
Il Piano dedica spazio anche agli utilizzi delle rinnovabili al di fuori della produzione elettrica.
Tra gli obiettivi indicati c'è quello di arrivare entro il 2030 alla produzione di 2 milioni di tonnellate di idrogeno verde, ottenuto utilizzando elettricità proveniente da fonti rinnovabili.
Si tratta di un ulteriore tassello della strategia cinese per estendere l'impiego dell'energia pulita anche ai settori più difficili da elettrificare direttamente.
Fotovoltaico in frenata nel 2026 dopo il boom del 2025
La nuova strategia arriva tuttavia in un momento particolare per il mercato fotovoltaico cinese.
Nei primi sei mesi del 2026 le nuove installazioni fotovoltaiche sono diminuite di circa il 66% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, fermandosi a circa 72 GW, contro i 212 GW registrati nei primi sei mesi del 2025.
Il forte rallentamento arriva dopo il boom delle installazioni dello scorso anno. Secondo quanto riportato da Reuters sulla base delle analisi della China Photovoltaic Industry Association, molti sviluppatori avevano infatti accelerato la realizzazione dei progetti nel 2025 per completarli prima della scadenza del 1° giugno.
Da quella data è cambiato il sistema di remunerazione dell'energia prodotta dai nuovi impianti, con il passaggio dalle precedenti tariffe feed-in a un meccanismo basato maggiormente sui prezzi di mercato.
Il risultato è stato un forte anticipo degli investimenti e delle entrate in esercizio nella prima parte del 2025, seguito dal brusco rallentamento osservato nel 2026.
Per questo motivo, la nuova capacità fotovoltaica che verrà installata complessivamente in Cina quest'anno dovrebbe rimanere sensibilmente al di sotto del record di 315 GW raggiunto nel 2025.
Nonostante la frenata congiunturale, la direzione strategica indicata dal nuovo Piano appare comunque chiara: Pechino vuole continuare ad aumentare rapidamente la capacità rinnovabile, ma accompagnando la crescita degli impianti con accumuli, reti più flessibili e sistemi capaci di garantire energia anche quando sole e vento non sono disponibili.
Il traguardo dei 3.500 GW entro il 2030 rappresenta così non soltanto un obiettivo quantitativo, ma il tentativo di trasformare il sistema energetico cinese, facendo delle rinnovabili una componente sempre più centrale della produzione elettrica nazionale.
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