Fotovoltaico, il maxi agrivoltaico di Spinazzola supera la VIA: quasi 600 MW in Puglia

di Redazione

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Fotovoltaico, il maxi agrivoltaico di Spinazzola supera la VIA: quasi 600 MW in Puglia

La Puglia si prepara ad accogliere uno dei più grandi progetti fotovoltaici mai sottoposti a valutazione ambientale positiva in Italia. Il progetto agrivoltaico Spinazzola, sviluppato da Solaria Promozione e Sviluppo Fotovoltaico nei territori di Spinazzola e Minervino Murge, in provincia di Barletta-Andria-Trani, ha ottenuto il via libera nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale.

La configurazione attualmente considerata arriva a 599,08 MWp, dopo una serie di ridimensionamenti rispetto alla proposta iniziale. Il progetto era stato infatti presentato nel dicembre 2024 con una potenza di 669,99 MWp, successivamente ridotta a 630,11 MWp nel luglio 2025, a 611,02 MWp nel maggio 2026 e infine a 599,08 MWp nella configurazione depositata il 12 giugno.

Il via libera ambientale rappresenta un passaggio importante per una delle maggiori piattaforme solari sviluppate da Solaria in Italia. La stessa società aveva già indicato Spinazzola come uno dei propri grandi cluster fotovoltaici nel Paese, con una capacità nell’ordine dei 600 MW.

È però fondamentale sottolineare che la VIA favorevole non coincide con l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto. Il progetto dovrà infatti proseguire il proprio iter autorizzativo e recepire le prescrizioni e gli eventuali stralci richiesti nell’ambito della procedura ambientale.

Un progetto distribuito su cinque aree

Il maxi impianto è articolato in cinque aree, una delle quali ricade nel territorio di Minervino Murge e le altre quattro in quello di Spinazzola.

La configurazione da 599,08 MWp interessa complessivamente circa 801 ettari di area di progetto, all’interno di una superficie catastale di circa 945 ettari. Le aree effettivamente recintate sono pari a circa 771 ettari.

La superficie occupata direttamente dai moduli fotovoltaici è stimata in circa 239,6 ettari, mentre l’area destinata alle attività agricole raggiunge 625,74 ettari, comprendendo circa 547,87 ettari di superficie coltivata utile e 77,87 ettari destinati a fasce di mitigazione.

La caratteristica centrale del progetto è proprio l’integrazione tra produzione energetica e attività agricola.

I pannelli saranno installati su strutture fisse orientate lungo l’asse est-ovest e sollevate dal terreno di almeno 2,10 metri, una configurazione pensata per consentire la coltivazione dei terreni e il passaggio delle macchine agricole.

Cereali, leguminose e colture foraggere sotto i pannelli

Il progetto prevede la possibilità di mantenere la funzione agricola delle superfici attraverso rotazioni con cereali, leguminose, colture ortive e foraggere.

Tra le prescrizioni ambientali rientra il mantenimento degli interfilari permanentemente inerbiti, senza ricorrere al diserbo chimico.

È prevista inoltre l’installazione di 75 arnie, introducendo anche una componente legata all’apicoltura.

Particolare attenzione dovrà essere riservata agli oliveti già presenti. Le prescrizioni prevedono infatti la loro conservazione e l’eliminazione delle porzioni di impianto fotovoltaico eventualmente previste sulle superfici interessate.

Il progetto non è quindi destinato a occupare indistintamente tutta l’area disponibile: la configurazione definitiva dovrà tenere conto delle prescrizioni paesaggistiche, agricole ed ecologiche.

Un corridoio ecologico e nuove misure di mitigazione

Tra le modifiche richieste figura anche la realizzazione di un corridoio ecologico interno largo 25 metri. Per consentirne la realizzazione dovranno essere eliminate due o tre file di pannelli.

Ulteriori prescrizioni riguardano il rapporto tra l’impianto e il paesaggio circostante. In particolare, le opere ricadenti nei corridoi visuali del ponte ferroviario “21 Archi” dovranno essere arretrate o, quando necessario, rimosse.

Anche la fascia verde perimetrale prevista nella proposta iniziale dovrà essere rivista. Al suo posto sono richieste aggregazioni discontinue di specie arboree e arbustive, con una configurazione maggiormente integrata nel territorio.

Sono previste inoltre compensazioni ambientali su una superficie pari almeno al 30% dell’area occupata dagli impianti fotovoltaici e al 100% delle superfici interessate da viabilità interna, cavidotti, cabine e stazioni elettriche.

Altri stralci e modifiche riguardano le aree più vicine al sito Natura 2000 Murgia Alta, mentre ulteriori arretramenti dovranno essere rispettati rispetto alla viabilità.

La configurazione definitiva, dunque, potrebbe ancora subire variazioni prima dell’eventuale realizzazione.

Tre sottostazioni e connessione alla rete

Sul fronte elettrico, l’energia prodotta sarà raccolta attraverso tre sottostazioni, che porteranno la tensione da 30 a 220 kV.

Successivamente, una sottostazione di utenza 220/380 kV convoglierà l’energia verso una futura stazione Terna collegata alla linea a 380 kV Genzano-Melfi.

La soluzione di connessione attualmente indicata prevede una capacità di immissione di circa 600 MW.

La dimensione dell’infrastruttura evidenzia quindi la rilevanza del progetto non soltanto per il territorio interessato, ma anche per il sistema elettrico regionale e nazionale.

Un progetto ancora da autorizzare alla costruzione

Il passaggio della VIA rappresenta un traguardo importante, ma non significa che i lavori possano partire immediatamente.

L'iter dovrà proseguire attraverso le successive procedure autorizzative e il progetto esecutivo dovrà incorporare le modifiche richieste dalla Commissione tecnica PNRR-PNIEC.

È una distinzione importante perché, nel caso dei grandi impianti rinnovabili, il conseguimento del giudizio ambientale favorevole costituisce uno dei passaggi fondamentali ma non coincide automaticamente con la piena disponibilità di tutti i titoli necessari alla realizzazione.

La corsa dei maxi impianti solari in Italia

Il progetto Spinazzola si inserisce in un panorama italiano nel quale stanno aumentando le iniziative fotovoltaiche e agrivoltaiche di grandi dimensioni.

Alla data del 10 agosto 2026, Spinazzola rappresenta uno dei progetti più grandi arrivati a un giudizio ambientale favorevole nel Paese. Il confronto con gli altri impianti, tuttavia, richiede attenzione perché le autorizzazioni riportano talvolta potenze differenti: MWp, potenza nominale in corrente continua e capacità di immissione in rete non sono grandezze perfettamente sovrapponibili.

Tra i grandi progetti già valutati positivamente figurano diverse iniziative superiori ai 200 MW, concentrate soprattutto in Puglia e Sicilia, mentre sono ancora pochi gli impianti di questa scala effettivamente entrati in esercizio.

Il caso più significativo è quello di Fénix, il grande impianto fotovoltaico realizzato in Sicilia tra Centuripe, Paternò e Belpasso, che ha raggiunto circa 243 MW di potenza installata ed è entrato in esercizio nel 2026.

La distanza tra i grandi progetti autorizzati e quelli effettivamente operativi resta quindi considerevole.

Dalla VIA alla realizzazione: la fase decisiva

Spinazzola si trova ora davanti alla fase più importante del proprio percorso amministrativo. Il via libera ambientale certifica la compatibilità dell'intervento alle condizioni stabilite, ma il progetto dovrà ancora tradurre le prescrizioni in una configurazione definitiva e completare il successivo iter autorizzativo.

La dimensione dell'iniziativa resta comunque significativa: 599,08 MWp di fotovoltaico, centinaia di ettari mantenuti a funzione agricola, sistemi di mitigazione e compensazione ambientale, infrastrutture per la connessione alla rete e una progettazione orientata all'integrazione tra produzione energetica e attività agricola.

Se arriveranno anche le successive autorizzazioni, il progetto potrebbe quindi diventare uno dei principali nuovi poli della produzione fotovoltaica italiana, rafforzando ulteriormente il ruolo della Puglia nello sviluppo delle energie rinnovabili.

Il dato più importante, al 10 agosto 2026, è però proprio questo: Spinazzola ha superato un passaggio ambientale decisivo, ma il maxi parco da quasi 600 MW non è ancora un impianto pronto a essere costruito. La prossima partita si giocherà ora sul completamento dell'iter autorizzativo e sulla capacità di trasformare il progetto approvato, con tutte le prescrizioni previste, in un'opera concretamente realizzabile.

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