Truffa da 120mila euro alla Croce Verde di Mele: cinque anni all'ex presidente

di Claudio Baffico

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Truffa da 120mila euro alla Croce Verde di Mele: cinque anni all'ex presidente

Una vicenda rimasta a lungo sotto traccia è emersa solo dopo le indagini, portando a una condanna pesante per l’ex presidente della pubblica assistenza Croce Verde di Mele. Il giudice dell’udienza preliminare Giorgio Morando ha inflitto ad Agostino Ferrando, 62 anni, una pena di cinque anni di reclusione per appropriazione indebita, superando la richiesta avanzata dalla pm Eugenia Menichetti.

Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, che prevede uno sconto automatico della pena. Nonostante la condanna, Ferrando — incensurato — resta attualmente in libertà, in assenza di esigenze cautelari. È probabile che, una volta depositate le motivazioni della sentenza, la difesa presenti ricorso in Appello.

Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza, hanno ricostruito una gestione irregolare delle risorse economiche dell’associazione, alimentate principalmente dalle donazioni dei cittadini. Secondo quanto accertato, oltre 120 mila euro sarebbero stati sottratti: una parte trasferita su conti personali, un’altra prelevata in contanti senza giustificazione.

In particolare, gli investigatori parlano di circa 20 mila euro versati direttamente su conti privati e utilizzati per spese personali, oltre a più di 100 mila euro prelevati tramite sportelli automatici e mai rendicontati. Le contestazioni riguardano un arco temporale compreso tra ottobre 2020 e novembre 2022.

A far emergere il caso sono state le segnalazioni interne di alcuni volontari, che avrebbero denunciato anche pagamenti in nero a favore di una decina di collaboratori. Secondo le accuse, il denaro utilizzato per questi compensi proveniva proprio dai fondi dell’associazione.

La situazione è diventata pubblica tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando Ferrando si è dimesso e due ex consiglieri hanno presentato una denuncia formale, seguiti poi da un’ulteriore segnalazione da parte del nuovo direttivo. Da lì è partita l’inchiesta coordinata dalla Procura, che ha portato al rinvio a giudizio e alla successiva condanna.

Il caso ha avuto particolare impatto anche per il ruolo della Croce Verde, da sempre considerata un punto di riferimento per il territorio, sostenuta da contributi raccolti in modo lecito e destinati ai servizi di soccorso sanitario e assistenza.

 

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