Trentino, chiude il bike sharing “e.motion”: dismissione graduale nel 2026 e stop definitivo a fine anno

di Redazione

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Trentino, chiude il bike sharing “e.motion”: dismissione graduale nel 2026 e stop definitivo a fine anno

Il servizio di bike sharing “e.motion” verrà progressivamente dismesso nel corso del 2026, fino alla chiusura definitiva prevista entro la fine dell’anno con lo smantellamento delle 85 ciclo-stazioni presenti sul territorio provinciale. La decisione è legata al superamento della vita tecnica dell’infrastruttura e al calo costante della domanda registrato negli ultimi tre anni.

Dati in calo dopo il picco del 2021-2022

Dopo il picco di quasi 100.000 prelievi annui raggiunto nel biennio 2021-2022, il servizio ha mostrato una progressiva contrazione, scendendo sotto le 30.000 utilizzazioni nel 2025. Già nel 2024 i prelievi erano poco sopra quota 30.000, per una distanza complessiva di circa 73.000 chilometri percorsi.

In oltre dieci anni di attività, “e.motion” ha comunque rappresentato una delle principali esperienze di mobilità sostenibile in Trentino, con circa 15.000 utenti registrati, oltre 740.000 prelievi e quasi 1,7 milioni di chilometri pedalati.

Impatto ambientale e benefici del servizio

Il sistema ha contribuito alla riduzione delle emissioni, evitando complessivamente circa 230.000 chilogrammi di CO2 e generando un risparmio stimato di quasi 1,2 milioni di euro in costi di mobilità equivalente.

Nel solo 2024, il servizio ha permesso un risparmio di circa 5.200 litri di carburante e circa 10.000 chilogrammi di CO2 non immessi in atmosfera.

Le cause del declino

Secondo le analisi effettuate, il calo degli ultimi anni è attribuibile a una pluralità di fattori: episodi di vandalismo e utilizzi non autorizzati, disservizi prolungati di alcune stazioni e il cambiamento delle abitudini degli utenti, con molti che hanno preferito acquistare una bicicletta privata dopo aver sperimentato il servizio.

A incidere anche il progressivo spostamento verso modelli di mobilità diversi, tra cui biciclette di proprietà e soluzioni alternative di sharing.

Verso nuovi modelli di mobilità condivisa

Dal confronto con il Comune di Trento è emersa la volontà di ripensare il sistema della mobilità condivisa, anche attraverso un unico bando per monopattini e biciclette in modalità “free floating”, limitata a specifiche aree di riconsegna.

Con il venir meno della dimensione provinciale del servizio, verrebbe meno anche la necessità di un coordinamento sovracomunale tra le aree a nord e a sud del capoluogo.

Dismissione e prospettive future

Il 2026 sarà quindi l’anno della progressiva dismissione dell’infrastruttura, fino allo smantellamento completo delle stazioni. La fine del servizio viene letta anche come occasione per un rinnovo tecnologico del sistema di sharing, in linea con le evoluzioni adottate da diverse città europee.

Nel frattempo, il Comune di Rovereto ha avviato uno studio per ripensare il servizio in collaborazione con la Comunità della Vallagarina, con l’obiettivo di adattarlo alle esigenze dei diversi territori.

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