Transport del 01/05/2026
di Redazione
Un’assemblea pubblica al Palazzo della Borsa di Genova ha celebrato gli 80 anni di Spediporto, storica associazione degli spedizionieri nata nel 1946. L’evento, intitolato “Celebrate Our Past and Build Our Future”, ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del settore logistico per discutere sfide e prospettive della filiera.
Il filo conduttore della giornata è stato il legame tra tradizione e innovazione: dalla ricostruzione del dopoguerra fino alle nuove sfide legate a digitalizzazione, infrastrutture e competitività internazionale. Al centro del dibattito anche il ruolo della Zona Logistica Semplificata e della Zona Franca Doganale come leve strategiche per lo sviluppo.
Giachero: “Serve una politica comune per essere competitivi”
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Spediporto Andrea Giachero, che ha sottolineato il valore dell’assemblea come momento di confronto tra istituzioni e imprese.
Giachero ha definito l’incontro “una tavola aperta con tutti gli attori del sistema” per affrontare criticità e scenari geopolitici complessi, evidenziando come questi impattino direttamente sulla logistica e sull’economia reale.
Tra i punti chiave, la necessità di una visione condivisa per il territorio: “Serve sburocratizzare perché i ritardi si traducono in costi sulle merci e sull’economia”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di una politica “trainante e non frenante”, capace di superare contrapposizioni ideologiche in favore di obiettivi comuni di sviluppo.
Botta: “Un piano industriale per la città”
Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta, che ha rilanciato la necessità di una strategia industriale di lungo periodo per Genova.
Botta ha evidenziato come la sfida non riguardi solo la logistica, ma anche manifattura, energia e intelligenza artificiale. “Serve un piano industriale per la città che metta insieme logistica e produzione”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della formazione e della capacità di adattamento ai mercati globali.
Sul contesto geopolitico, ha osservato come le imprese del settore reagiscano con flessibilità: “Gli spedizionieri cercano sempre soluzioni alternative quando si creano ostacoli ai flussi di merci”.
Rixi: infrastrutture e riforma portuale
Ampio spazio anche all’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha richiamato il ritardo infrastrutturale del Paese e la necessità di accelerare i cantieri strategici.
Rixi ha ricordato come il sistema ferroviario italiano abbia un’età media elevata, sottolineando l’importanza del completamento del Terzo Valico per rafforzare i collegamenti con l’Europa. “Stiamo facendo tutti gli sforzi per chiudere l’opera”, ha affermato.
Tra i temi anche la nuova diga foranea di Genova e la riforma portuale, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema logistico nazionale. “Servono strumenti che diano autonomia agli scali ma con una visione globale”, ha aggiunto, citando anche l’espansione della Zona Franca Doganale per rendere i porti italiani più competitivi.
Gozzi: “Genova capitale del Mediterraneo”
Chiusura affidata al presidente di Federacciai Antonio Gozzi, che ha rilanciato una visione internazionale per il futuro di Genova e del Mediterraneo.
Gozzi ha sottolineato come, nonostante le crisi geopolitiche, il commercio globale continui a crescere. “Il commercio internazionale continua a crescere del 3-3,5% l’anno”, ha ricordato.
Al centro del suo intervento anche il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo e nel Nord Africa, con particolare riferimento al cosiddetto Piano Mattei. “Genova deve diventare una delle grandi capitali del Mediterraneo”, ha affermato, evidenziando la necessità di investire in formazione, cooperazione e sviluppo equilibrato con i Paesi partner.
Una visione condivisa per il futuro
L’assemblea di Spediporto ha così messo in luce una visione comune: rafforzare la competitività del sistema logistico, accelerare le infrastrutture e costruire un modello di sviluppo integrato tra porto, industria e innovazione.
Un percorso che, nelle intenzioni degli operatori, dovrà rendere Genova e la Liguria sempre più centrali nelle rotte del commercio internazionale.
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