Transport del 10/04/2026

di Redazione

Il porto di Genova visto da dentro, direttamente a bordo di una pilotina in movimento. È questo il punto di partenza della nuova puntata di “Transport” con Luca Pandimiglio, che insieme a Davide Manganiello, capopilota del porto di Genova, ha raccontato il lavoro quotidiano dei piloti marittimi e il loro ruolo fondamentale nella gestione delle manovre navali.

Tutto inizia a bordo della pilotina Mizar, un mezzo specializzato e costruito esclusivamente per il servizio di pilotaggio. Come spiega Manganiello, queste imbarcazioni sono progettate secondo regole precise dell’autorità marittima e hanno il compito di trasportare i piloti sulle navi che entrano ed escono dal porto. A bordo è sempre presente un conduttore e, accanto al pilota effettivo, può esserci anche un aspirante in addestramento.

In quel momento la missione è avvicinarsi a una nave in arrivo, dove il pilota deve salire a bordo utilizzando strumenti tradizionali come la “grisella”, una scala particolare. Una volta affiancata la nave, il passaggio avviene in mare aperto, spesso con l’ausilio anche della “biscaggina”, una scaletta di corda e legno. Da lì il pilota sale a bordo, si confronta con il comandante e coordina tutte le fasi della manovra, mentre la pilotina si allontana e rientra in porto.

Il lavoro dei piloti del porto di Genova è continuo: un servizio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno. L’attività è obbligatoria per tutte le navi sopra le 500 tonnellate di stazza lorda e riguarda ogni tipo di traffico, dai cargo alle navi container lunghe fino a 400 metri, fino ai traghetti e agli yacht. Tutto avviene sotto il coordinamento dell’autorità marittima e in regime di servizio pubblico.

Negli ultimi anni, però, il lavoro è cambiato profondamente. Uno dei fattori principali è la crescita del traffico legato alla costruzione della nuova diga foranea. Manganiello spiega che nel 2024 i movimenti legati ai lavori erano circa 1600, mentre nel 2025 sono saliti a circa 3800, su un totale di oltre 21 mila operazioni portuali. Un aumento che ha reso la gestione del porto sempre più complessa, quasi come se ci fosse un secondo scalo da amministrare parallelamente a quello tradizionale.

A incidere è anche l’evoluzione del traffico navale: il cosiddetto gigantismo navale. Le navi sono sempre più grandi e richiedono infrastrutture adeguate. Se un tempo a Sampierdarena si accoglievano navi da 150-180 metri, oggi si arriva fino a 366 metri. Questo ha reso necessario un continuo aggiornamento delle competenze e delle tecnologie a disposizione dei piloti, che si definiscono il “braccio tecnico” dell’autorità marittima.

Ogni giornata operativa viene pianificata in una riunione chiamata Commissione costi, dove si organizzano le manovre del giorno successivo e si affrontano eventuali criticità. Il coordinamento con l’autorità portuale è costante e fondamentale per garantire la sicurezza delle operazioni.

Un altro tema centrale è la nuova torre piloti, attualmente in fase di collaudo. Si tratta di una struttura complessa che entrerà in funzione tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. La sua posizione strategica permetterà un migliore controllo visivo del traffico navale e una riduzione dei tempi di intervento, anche se comporterà alcune nuove sfide organizzative che, secondo Manganiello, saranno comunque gestite senza problemi.

Durante la trasmissione viene mostrata anche l’operazione di arrivo di un traghetto passeggeri. Il pilota sale a bordo circa un miglio fuori dal porto e assiste il comandante fino all’ormeggio finale, intervenendo in tutte le fasi della manovra. Solo quando la nave è saldamente attraccata, il pilota lascia l’imbarcazione.

Le comunicazioni avvengono principalmente via radio VHF, sul canale 12 del porto di Genova, e rappresentano il cuore del coordinamento tra navi, rimorchiatori e ormeggiatori.

L’esperienza raccontata da Manganiello restituisce l’immagine di un sistema complesso, altamente organizzato e in continua evoluzione, dove il lavoro dei piloti è essenziale per garantire la sicurezza e la fluidità di uno dei porti più importanti del Mediterraneo.

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