Tragedia alle Maldive: recuperati i corpi della Montefalcone e di Gualtieri, aperta inchiesta sui permessi delle immersioni

di Carlotta Nicoletti

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Le autorità maldiviane fermano le attività subacquee nell’area: verifiche sulle autorizzazioni e sulle operazioni nella grotta

Tragedia alle Maldive: recuperati i corpi della Montefalcone e di Gualtieri, aperta inchiesta sui permessi delle immersioni

Entrano nel vivo alle Maldive le operazioni per il recupero dei corpi dei sub morti nella grotta di Alimatha. Le autorità locali hanno annunciato l’avvio delle delicate manovre insieme a squadre specializzate internazionali, mentre parallelamente è stata aperta un’inchiesta per verificare la regolarità dei permessi legati all’immersione.

Recupero – Sono stati identificati come Federico Gualtieri e Monica Montefalcone i due corpi recuperati oggi nelle grotte sommerse delle Maldive. Lo si apprende dalle operazioni di soccorso ancora in corso nell’area del ritrovamento.

Secondo quanto riferito dal portavoce impegnato nelle attività di recupero, i corpi sarebbero stati trovati insieme, nel terzo settore della grotta. Un elemento che conferma la complessità dell’intervento e le difficoltà affrontate dalle squadre specializzate impegnate nelle immersioni.

Il piano operativo prevede ora il recupero completo delle salme grazie al lavoro congiunto dei sub finlandesi, della Guardia Costiera e della polizia locale. “Esperti di Dan Europe stanno entrando nelle grotte”, ha spiegato il portavoce, illustrando le delicate fasi dell’operazione.

Una volta raggiunti, i corpi verranno trasportati dai sub della Guardia Costiera dalla profondità di circa 30 metri fino ai 7 metri, punto dal quale inizierà l’ultima fase del recupero verso la superficie.

Le operazioni proseguono con la massima cautela a causa delle condizioni particolarmente difficili all’interno del sistema di grotte sommerse.

Le vittime (Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri) erano state individuate nei giorni scorsi da un team di sommozzatori esperti provenienti dalla Finlandia, intervenuti nelle operazioni di ricerca all’interno della cavità sottomarina. I corpi si trovavano nel terzo ambiente della grotta, raggiungibile attraverso un accesso situato a circa 60 metri di profondità.

Le operazioni di recupero si stanno svolgendo in condizioni particolarmente complesse a causa della profondità e della conformazione della grotta sottomarina.

Inchiesta – Parallelamente proseguono gli accertamenti delle autorità maldiviane sulle autorizzazioni relative all’immersione. “Forse non c’erano tutti i permessi validi”, ha dichiarato il portavoce del governo, confermando che le verifiche riguardano la documentazione presentata per le attività subacquee nella zona.

Stop – Proprio per consentire lo svolgimento delle indagini, le autorità hanno disposto il blocco temporaneo delle operazioni delle imbarcazioni coinvolte nelle immersioni nell’area interessata dalla tragedia. Un provvedimento che punta a chiarire eventuali responsabilità organizzative e amministrative.

Attesa – Restano ancora molti gli aspetti da chiarire sulla dinamica dell’incidente che ha coinvolto il gruppo di sub esperti. Solo il completamento delle operazioni di recupero e gli esiti delle indagini potranno fornire un quadro più preciso di quanto accaduto nella grotta di Alimatha.

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