Termovalorizzatore: no della Regione alla richiesta di proroga di Amiu
di Claudio Baffico
Ok alla chiusura del ciclo
Genova – Nessuna proroga e nessun passo indietro. La Regione Liguria chiude la porta alla richiesta avanzata da Amiu, sostenuta dal Comune di Genova, e conferma i termini dell’avviso esplorativo per l’affidamento in concessione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti previsto dalla pianificazione regionale.
La nuova governance di Amiu aveva chiesto tre mesi di proroga per valutare un’eventuale partecipazione alla procedura, senza escludere – ma neppure confermare – l’ipotesi di realizzare l’impianto nell’area della discarica di Scarpino. Una richiesta che la Regione giudica poco chiara e non motivata, ribadendo la piena legittimità dell’iter avviato. Nel documento trasmesso da piazza De Ferrari, la Regione esprime esplicite perplessità sia sul merito della proroga sia sulla posizione assunta da Amiu, che avrebbe collegato impropriamente l’avviso esplorativo a un futuro bando di gara, senza manifestare alcuna reale intenzione di partecipare alla successiva procedura di affidamento o di project financing.
A pesare ulteriormente sul quadro è anche il ricorso presentato da Amiu al Tar, notificato a Regione e Arlir senza la richiesta di sospensiva dei termini dell’avviso. Un’azione che l’amministrazione regionale definisce infondata, annunciando l’avvio delle procedure per la costituzione in giudizio a difesa degli atti impugnati.
Sul piano strategico, la Regione conferma che l’impianto di chiusura del ciclo è considerato indispensabile per garantire l’autosufficienza impiantistica della Liguria e che la sua realizzazione deve avvenire nel più breve tempo possibile, nel rispetto delle procedure di legge.
L’avviso esplorativo fissa una capacità minima di 220 mila tonnellate annue di rifiuti urbani trattati, una soglia ridotta rispetto alle ipotesi iniziali, che apre teoricamente alla possibilità di localizzazione anche a Scarpino. La capacità potrebbe salire fino a 320 mila tonnellate l’anno nel caso vengano dimostrate sinergie con flussi di rifiuti speciali liguri oggi conferiti fuori regione. Tuttavia, con la decisione della Regione di non concedere proroghe, l’ipotesi di un impianto a Scarpino appare ora più complessa e politicamente indebolita, mentre si aprono nuovi scenari sul futuro assetto del sistema regionale dei rifiuti.
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