Tenta di allenarsi in mare, nuotatrice denunciata all'alba dalla polizia

di Michele Varì

1 min, 23 sec

La donna fermata dagli agenti mentre tentava di tuffarsi in mare

Tenta di allenarsi in mare, nuotatrice denunciata all'alba dalla polizia

Tradita dalla sua grande passione per il nuoto: una nuotatrice genovese di trentacinque anni è stata fermata all'alba dagli agenti delle volanti mentre, con indosso una muta, stava per tuffarsi nel mare antistante Nervi per allenarsi come fa quasi appena il lavoro le lascia qualche ora di tempo libero, "mi devo preparare per i campionati - si è giustificata - e siccome le piscine sotto tutte chiuse non mi resta che il mare".
I poliziotti hanno capito le ragioni della sportiva, una genovese che nella vita fa l'impiegata, ma non hanno potuto perdonarla, perchè anche un allenamento di una sportiva non può essere contemplato fra le ragioni che permettono di uscire di casa, ossia comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità (fare la spesa o in farmacia, e andare a trovare un genitore) e motivi di salute. Così non hanno potuto che denunciarla (il fatto è accaduto giorni fa quando non era ancora in vigore la sanzione amministrativa). 
Raggiunta al telefono la nuotatrice ammette l'errore di essere uscita di casa per andare ad allenarsi e aggiunge: "Quando l'obiettivo principale è salute pubblica non si può obiettare nulla, ma, detto questo, credo che il decreto dovrebbe essere più elastico, ci sono molti sportivi che stanno perdendo la forma e soffrono a non potersi allenare. Io di solito nuto durante il giorno, stavolta sono andata all'alba proprio per evitare di incontrare persone e prevenire ogni possibile contatto con le persone. Non capisco neppure l'accanimento contro i runner, mi pare eccessivo, se uno corre da solo evitando di avvicinarsi ad altri non vedo che rischio rappresenti. La verità è che la gente è cattiva".