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Tamponi (a pagamento) per i camionisti italiani, Uggé risponde a Fritz Gurgiser

di Marco Innocenti

"Su 850 conducenti testati, ne è risultato positivo solo 1: un dato che dovrebbe far riflettere"

È polemica sui tamponi a pagamento per i camionisti italiani diretti in Austria e Germania. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, che nei giorni scorsi aveva invocato il principio di reciprocità nei controlli sanitari per gli autisti in ingresso in Italia, replica al presidente del Transitforum Austria-Tirol Fritz Gurgiser, che in una nota stampa minimizza sul danno economico derivante all’Italia dai rallentamenti e dal pagamento dei tamponi (esclusivamente a carico dei nostri autotrasportatori).

“Concordo con il signor Gurgiser sul fatto che combattere la pandemia debba essere l’obiettivo primario di tutti gli Stati – esordisce Uggè –  e che anche l’Italia dovrebbe adottare le stesse misure applicate dall’Austria e dalla Germania, ma rigetto con forza l’accusa di egoismo mossa da questo signore. In tema di salute, le nostre premesse collimano, quindi i controlli facciamoli anche noi ai camionisti austriaci e tedeschi che entrano nel nostro Paese: lo chiedo da giorni. Altra cosa: forse il signor Gurgister non lo sa, ma l’esito del tampone è valido solo per 48 ore, dopodiché va ripetuto ogni volta che si intende viaggiare in quella direzione. Tragga lui le considerazioni che crede”.

“Per inciso – incalza Uggè – evidenzio che in una recentissima agenzia di stampa è apparso un dato sul quale dovrebbe riflettere il signor Gurgiser: su 850 conducenti testati, ne è risultato positivo uno solo. Questo conferma che forse l’unica scelta giusta fatta dal Governo Conte sia stata quella che riguardava i conducenti dei mezzi pesanti. Se Gurgiser vuole trovare qualcuno che dice sciocchezze o affronta questioni serie con furba superficialità, si guardi allo specchio”, conclude il presidente di Conftrasporto.