Trattamento della stenosi aortica con tecnica TAVI: esito positivo e rapido recupero

di Redazione

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Trattamento della stenosi aortica con tecnica TAVI: esito positivo e rapido recupero

Rischiava di dover rinunciare al palcoscenico, proprio lui che del teatro aveva fatto la sua vita. Saverio Soldani, attore, regista e direttore della Compagnia Italiana di Prosa, negli ultimi mesi conviveva con un affanno sempre più intenso. All’inizio era solo una difficoltà lieve, quasi trascurabile, ma col tempo era diventata un ostacolo concreto: durante le lezioni e le performance non riusciva più a terminare le frasi senza fermarsi a riprendere fiato.

Anche la quotidianità ne risentiva. Muoversi, parlare, mantenere il ritmo di una giornata normale richiedeva uno sforzo crescente. Gli accertamenti cardiologici hanno poi chiarito la causa: una stenosi aortica, una patologia che compromette il corretto funzionamento della valvola aortica e riduce il flusso di sangue dal cuore al resto del corpo.

Di fronte a una situazione in peggioramento, si è resa necessaria una soluzione. Il paziente è stato quindi sottoposto a un intervento presso ICLAS – Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità, dove è stata eseguita una procedura di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), una tecnica che consente di sostituire la valvola aortica senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. L’operazione avviene tramite un catetere, generalmente inserito dall’arteria femorale, evitando l’apertura del torace e riducendo i tempi di recupero, ed è stata condotta dall’équipe guidata dal dottor Gabriele Crimi. L’intervento si è svolto nei tempi previsti e senza complicazioni.

I benefici sono stati evidenti fin da subito. L’affanno che per mesi aveva limitato ogni attività è scomparso, lasciando spazio a una respirazione finalmente libera e a un recupero progressivo delle energie. In poco tempo, Soldani ha potuto riprendere le sue abitudini e tornare a una vita normale.

E con il respiro è tornato anche il teatro. Oggi ha ripreso le attività di formazione e, quando possibile, anche la scena. Per lui recitare resta un esercizio continuo, qualcosa che si affina nel tempo e che richiede costanza. Ma dopo aver rischiato di perdere la voce e il fiato, ogni parola pronunciata sul palco ha un valore diverso, più pieno

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