Stasera il picco dello sciame meteorico delle Liridi: i segreti per ammirare le stelle cadenti di primavera
di Luca Pandimiglio
Il consiglio per chi vuole assistere allo spettacolo è semplice: scegliere un luogo buio, lontano dalle luci artificiali e con una buona visibilità verso l’orizzonte est
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Non bisogna attendere agosto per assistere allo spettacolo delle stelle cadenti. In questi giorni il cielo offre infatti uno degli eventi astronomici più affascinanti della stagione: le Liridi, uno sciame meteorico visibile anche nelle notti primaverili.
A spiegarne origine e caratteristiche è Enrico Giordano, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Genova. Le cosiddette “stelle cadenti”, sottolinea l’esperto, non sono stelle ma minuscoli frammenti di polvere e detriti lasciati dalle comete durante il loro passaggio vicino al Sole. Quando la Terra attraversa queste scie di materiale cosmico, le particelle entrano nell’atmosfera ad altissima velocità e si incendiano, generando le scie luminose visibili nel cielo.
Le Liridi sono solo uno degli sciami meteorici che si susseguono durante l’anno: a ottobre si osservano le Orionidi, a novembre le Leonidi, a dicembre le Geminidi, mentre le più famose restano le Perseidi di agosto. Ogni sciame prende il nome dalla costellazione da cui sembra provenire il fenomeno, il cosiddetto “radiante”.
Secondo Giordano, le Liridi sono osservabili per circa una settimana, con un picco di intensità nelle ore successive alla mezzanotte. Il consiglio per chi vuole assistere allo spettacolo è semplice: scegliere un luogo buio, lontano dalle luci artificiali, con una buona visibilità verso l’orizzonte est e attendere il completo adattamento degli occhi all’oscurità. Solo così è possibile cogliere anche le meteore più deboli.
Le meteore, precisa il direttore dell’osservatorio, non sono osservabili con il telescopio a causa della loro rapidità. Per aumentare le probabilità di avvistamento, è utile osservare il cielo con pazienza e, se in gruppo, suddividere idealmente il campo visivo per coprire un’area più ampia.
L’Osservatorio Astronomico di Genova, realtà gestita da volontari, continua a svolgere attività divulgative e didattiche, accogliendo scuole e pubblico con aperture serali periodiche. Le osservazioni vengono supportate da strumenti sempre più avanzati, come il telescopio a tecnologia di accumulo di luce, utile anche in un contesto urbano soggetto a forte inquinamento luminoso.
Proprio l’inquinamento luminoso rappresenta, secondo Giordano, una delle principali criticità per l’osservazione del cielo. Nonostante le normative esistenti, la dispersione della luce artificiale continua a ridurre la qualità del cielo notturno, con effetti sia scientifici sia energetici.
Guardando ai prossimi mesi, non mancheranno altri appuntamenti astronomici di rilievo, tra cui un’eclissi di Sole prevista ad agosto (visibile solo parzialmente dall’Italia) e il ritorno delle Perseidi, che potranno essere osservate anche dal mare grazie alle iniziative organizzate dall’osservatorio. Un calendario ricco che conferma come, in ogni stagione, il cielo continui a offrire spettacoli diversi, tra scienza, meraviglia e divulgazione.
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