Sestri Levante: la maggioranza chiama i carabinieri durante il Consiglio Comunale
di Claudio Baffico
Clima tesissimo venerdì sera a Sestri Levante, dove il Consiglio comunale è stato sospeso per due volte nel corso della seduta serale, tra proteste e momenti di forte concitazione. A segnare in modo particolare l’assemblea è stato l’arrivo dei carabinieri, fatti intervenire dalla maggioranza, episodio che ha immediatamente acceso lo scontro politico.
Al centro della discussione c’era il tema della soppressione delle scuole, questione che nelle ultime settimane ha generato preoccupazione tra diversi genitori, alcuni dei quali presenti nei pressi dell’aula per manifestare il proprio dissenso. Secondo l’opposizione di centrodestra, la richiesta di intervento delle forze dell’ordine sarebbe stata motivata proprio dalla volontà di impedire che la protesta trovasse spazio durante il dibattito consiliare.
"Hanno chiamato i carabinieri in aula contro i cittadini e per impedire di parlare della soppressione delle scuole. Un unicum nella storia democratica di Sestri Levante di cui solo il sindaco Solinas e la sua maggioranza della trasparenza potevano rendersi protagonisti", dichiarano i consiglieri di opposizione Marco Conti, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Diego Pistacchi, capogruppo di Sestriamo/Forza Italia.
I due esponenti parlano di un episodio "vergognoso", sostenendo che un consigliere comunale avrebbe contattato il 112, sottraendo una pattuglia ai servizi di ordine pubblico e sicurezza, per contenere il dissenso espresso da alcuni cittadini. "È stato vergognoso che un consigliere comunale, arrogandosi un diritto che dovrebbe appartenere solo al presidente del consiglio comunale, abbia chiamato 112, distogliendo una pattuglia dal servizio di ordine pubblico e sicurezza, solo perché non poteva sopportare che alcuni genitori presenti nei pressi dell’aula esprimessero il loro dissenso nei confronti di un’amministrazione che si rifiuta di discutere un tema come quello della soppressione delle scuole portata a termine dal sindaco", affermano.
Nel mirino dell’opposizione anche il presidente del Consiglio comunale, accusato di aver concesso la parola soltanto al sindaco per esporre la propria posizione, negando agli altri consiglieri la possibilità di intervenire. "Incredibile anche l’atteggiamento del presidente del consiglio che ha concesso la parola solo al consigliere Solinas per raccontare la sua verità e ha poi impedito a tutti gli altri di intervenire per un uguale diritto".
Secondo Conti e Pistacchi, il confronto sulla scuola sarebbe stato sacrificato per portare avanti l’approvazione del regolamento di polizia urbana, sul quale il centrodestra aveva presentato numerosi emendamenti. "Abbiamo sacrificato la battaglia per gli emendamenti al regolamento di polizia urbana cui tanto abbiamo lavorato nella speranza almeno di parlare di un tema tanto importante quale quello delle scuole. Solinas e i suoi, pur di imporre il loro regolamento e la soppressione delle scuole, non hanno esitato a chiamare i carabinieri per sopprimere anche il diritto all'intero dissenso dei cittadini", concludono.
La vicenda alimenta ulteriormente il confronto politico cittadino, con il tema della sicurezza, della partecipazione democratica e soprattutto del futuro delle scuole destinato a restare al centro del dibattito nelle prossime settimane.
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