Ser.D via Canevari, nessun spostamento, si punta ad ampliare e riqualificare l'attuale sede

di Claudio Baffico

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Ser.D via Canevari, nessun spostamento, si punta ad ampliare e riqualificare l'attuale sede

Il Municipio III Bassa Val Bisagno, insieme al Comune di Genova, si era espresso chiaramente a favore di un trasferimento del Ser.D di via Canevari, ritenuto da tempo non più adeguato, come testimoniato da un'intervista di Telenord al presidente Fabrizio Ivaldi. Tuttavia, la Regione ha scelto una direzione diversa: niente spostamento, ma un intervento di ampliamento e riqualificazione dell’attuale sede.

LA POSIZIONE DEL TERRITORIO
Nella nota inviata il 22 gennaio 2026, le istituzioni locali avevano sottolineato le criticità della struttura, evidenziando come l’attuale collocazione – nata come soluzione provvisoria – si sia rivelata insufficiente sotto il profilo degli spazi e dell’organizzazione. Tra i problemi principali, l’assenza di un’area interna per l’attesa degli utenti, costretti spesso a sostare all’esterno in condizioni difficili, con ripercussioni su sicurezza e vivibilità della zona.

LE PREOCCUPAZIONI SOLLEVATE IN AULA
Durante l’interrogazione presentata dal Partito Democratico e illustrata da Simone D'Angelo, è stato ribadito come la situazione attuale generi un contesto complesso e potenzialmente rischioso. La richiesta era quella di ottenere certezze sui tempi di trasferimento verso una sede più idonea, oltre a conoscere eventuali misure temporanee per alleviare i disagi.

LA DECISIONE DELLA REGIONE
L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, ha invece spiegato che, dopo aver valutato diverse opzioni, si è optato per mantenere il servizio in via Canevari, intervenendo con un ampliamento. Il progetto prevede l’acquisizione del piano terra dell’edificio, la creazione di nuovi spazi funzionali, una sala d’attesa adeguata e la modifica dell’ingresso principale, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei flussi e le condizioni generali.

Secondo la Regione, un eventuale trasferimento avrebbe semplicemente spostato il problema in un’altra zona, generando nuove criticità e proteste da parte dei residenti.

LE REAZIONI POLITICHE
La decisione ha suscitato perplessità. D’Angelo ha sottolineato come quella che era stata inizialmente presentata come una soluzione temporanea venga ora di fatto trasformata in definitiva, segnando un cambio di impostazione rispetto alle aspettative espresse dal territorio.

La vicenda resta quindi aperta sul piano politico, con un evidente scarto tra le richieste locali – favorevoli allo spostamento – e la strategia regionale, orientata invece alla permanenza e al potenziamento dell’esistente.

 

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