Scuola, il Ministro Bianchi: "Capisco il sindacato sul rinnovo del contratto, non sulla legge 36"

di Redazione

"L'anno scorso abbiamo assunto 57.100 insegnanti, quest'anno 63.000 e 70.000 entro il 2024. Questo Governo sta facendo un numero di assunzioni mai fatte prima"

Scuola, il Ministro Bianchi: "Capisco il sindacato sul rinnovo del contratto, non sulla legge 36"

"L'anno scorso abbiamo assunto 57.100 insegnanti, quest'anno 63.000 e 70.000 entro il 2024. Questo Governo sta facendo un numero di assunzioni mai fatte prima. Quindi capisco la posizione del sindacato sul rinnovo del contratto, per il quale comunque abbiamo messo 300 milioni in più, ma non sulla legge 36". A dirlo è il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, all'incontro al Liceo D'Azeglio anteprima del Festival dell'Economia a Torino dal 31 maggio al 4 giugno.  

Quanto ai famosi tagli di organico previsti dal 2027 in avanti, Bianchi ha ricordato che "siamo di fronte a un calo di bambini senza precedenti nelle scuole, un milione e 400mila in meno. Con le vecchie regole questo voleva dire 130 mila insegnanti in meno, stiamo parlando invece di un aggiustamento dell'1% sul corpo insegnante.

Stiamo riportando la scuola al centro dell'attenzione, in passato le questioni della scuola venivano considerate marginali. Stiamo mettendo nella scuola 17,5 miliardi, sono i fondi del Pnrr che stiamo investendo fino all'ultimo centesimo: abbiamo già distribuito 10 miliardi per i bandi nelle scuole che se non coprono tutti i bisogni non si erano mai visti prima, 2 miliardi per la digitalizzazione e 5,7 tra formazione degli allievi e recupero degli allievi dispersi". Il Ministro ha, inoltre, sottolineato che il fenomeno della dispersione è molto diverso nelle diverse aree del Paese "con zone al di sotto della media europea e altre tre volte sopra".

Infine, interpellato sul tema del riconoscimento del merito nella scuola, il Ministro ha commentato: "Il merito lo abbiamo voluto misurare sull'apprendimento, cioè sulla formazione continua, non solo per le materie specifiche che riguardano l'insegnamento, ma anche per le attività aggiuntive che servono a gestire la scuola. Il premio alla formazione è il primo passo per riconoscere il merito. Il famoso 40% non è una lotteria, ma è una lunga conversazione con la Commissione Europea che ci poneva il problema del merito".