Scontri prima di Genoa-Inter, sale a 15 il numero degli agenti feriti

di R.C.

4 min

Indagini della Digos e della polizia scientifica per identificare gli autori. Indagini anche a Napoli per la presenza di ultrà partenopei negli scontri

Scontri prima di Genoa-Inter, sale a 15 il numero degli agenti feriti

Tensione e violenze nella serata di ieri a Genova, prima del match di cartello Genoa-Inter disputato allo stadio Ferraris alle ore 18. Il dispositivo di ordine pubblico predisposto dalla Polizia di Stato ha respinto i tentativi di aggressione di gruppi di ultras genoani nei confronti della tifoseria ospite, evitando contatti diretti tra le due fazioni ma registrando un bilancio pesante: 15 agenti feriti e diversi veicoli danneggiati.

Lo stadio ha raggiunto la capienza massima, con la presenza di circa 900 tifosi interisti. Le misure di sicurezza erano state definite già nella mattinata di sabato, in attuazione di quanto stabilito dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dell’11 dicembre, e successivamente affinate nel Tavolo tecnico in Questura. I servizi preventivi sono stati attivati fin dalla tarda mattinata, sia allo stadio sia nei luoghi di arrivo e transito della tifoseria ospite, organizzata e non.

Regolari gli spostamenti dei tifosi interisti giunti in città a bordo di pullman turistici e navette scortate dal parcheggio di interscambio fino all’impianto sportivo. Poco dopo le 16.00, alla stazione di Genova Piazza Principe sono arrivati circa 120 ultras interisti, che sono stati accompagnati senza criticità su navette fino al parcheggio interno del settore ospiti.

La situazione è degenerata poco dopo, mentre i tifosi ospiti scendevano dai bus all’interno dell’area riservata. Un gruppo di ultras, in gran parte genoani e per lo più travisati, proveniente dalla scalinata Montaldo e dai tradizionali luoghi di ritrovo limitrofi, ha percorso via Canevari e, giunto in piazza Romagnosi, ha dato avvio a un fitto lancio di fumogeni. Il gruppo, rapidamente cresciuto fino a circa 300 persone, ha tentato di forzare lo sbarramento delle forze dell’ordine a protezione del settore ospiti, lanciando grossi petardi, bottiglie e oggetti contundenti.

L’intervento immediato dei Reparti Mobili ha impedito il contatto tra le tifoserie. Gli ospiti sono stati mantenuti all’interno del loro settore, mentre gli ultras di casa sono stati respinti con l’uso di lacrimogeni e una carica di alleggerimento, necessarie per ristabilire le distanze di sicurezza.

Durante gli scontri, un motorino parcheggiato in via Monnet è stato colpito da un fumogeno o da un grosso petardo e ha preso fuoco. Le fiamme si sono estese parzialmente a un furgone e a un’auto in sosta, con l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco che ha evitato conseguenze peggiori. Altri due veicoli privati sono stati danneggiati dal lancio di oggetti nelle vie limitrofe allo stadio. La circolazione è stata temporaneamente interdetta per consentire le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.

Il gruppo di ultras ha poi tentato un nuovo avvicinamento al settore ospiti ripiegando su via Canevari e dirigendosi verso via Monnet, dove è stato nuovamente respinto all’altezza del monumento “Spagnolo”. Sul posto sono state sequestrate due mazze.

Le scorte alle navette della tifoseria ospite, sospese temporaneamente durante le operazioni di sicurezza, sono riprese poco dopo, permettendo l’ingresso allo stadio di tutti i tifosi interisti prima dell’inizio della gara. Al termine dell’incontro, il deflusso si è svolto regolarmente.

La bonifica dell’area ha portato al rinvenimento di una campana del vetro rovesciata, dalla quale erano state prelevate bottiglie utilizzate per i lanci, cassonetti dei rifiuti spostati, residui di fumogeni e razzi, oggetti metallici e cartellonistica stradale.

Il bilancio finale registra 15 operatori delle forze dell’ordine feriti: quattro hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere durante il servizio, mentre altri undici, pur feriti, hanno completato l’attività prima di farsi medicare. Le prognosi vanno dai 3 ai 20 giorni per contusioni, distorsioni, traumi ed escoriazioni causate dal lancio di oggetti. La prognosi più lunga è legata a una lussazione della spalla provocata dall’impatto di una transenna sullo scudo di un agente. Tra le lesioni refertate anche colpi di spranga, cinghiate e traumi acustici dovuti all’esplosione di petardi e bombe carta.

Sono in corso le indagini della Digos, che sta analizzando le immagini della Polizia Scientifica, della videosorveglianza dello stadio e cittadina, per identificare i responsabili delle violenze e attribuire le responsabilità anche per il risarcimento dei danni a beni pubblici e privati. Le indagini coinvolgono anche la Digos di Napoli, alla luce della presenza di tifosi napoletani, confermata dal rinvenimento e sequestro di insegne riconducibili a quella tifoseria.

Al termine degli accertamenti, la Divisione Anticrimine istruirà i procedimenti per l’adozione dei DASPO. I fatti sono già stati segnalati agli organi centrali competenti e all’autorità giudiziaria.

Infine, la Questura ha attivato presso l’URP un apposito servizio per raccogliere le segnalazioni dei cittadini che hanno subito danni o intimidazioni durante gli scontri e accompagnarli nelle procedure previste per le denunce e i risarcimenti.

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