Savona, geopolitica e impresa: con Dario Fabbri si chiude NEXT tra dazi, guerre e nuove rotte del potere globale
di R.S.
Tra i più noti studiosi italiani di geopolitica, Fabbri ha offerto una lettura non convenzionale degli scenari internazionali
Dazi come strumenti di pressione politica, conflitti sempre più intrecciati a dinamiche culturali e controllo delle rotte marittime come leva decisiva degli equilibri mondiali: la geopolitica entra ormai in modo diretto nelle strategie delle imprese.
Si è conclusa con una sala gremita e un forte interesse da parte di imprenditori, manager e amministratori la rassegna NEXT – L’industria che guarda oltre, promossa dall’Unione Industriali della Provincia di Savona, che negli ultimi mesi ha proposto un percorso di analisi sui grandi cambiamenti globali e il loro impatto sull’economia.
L’ultimo appuntamento ha visto protagonista Dario Fabbri, tra i più noti studiosi italiani di geopolitica, che ha offerto una lettura non convenzionale degli scenari internazionali, sottolineando come le logiche di potere stiano progressivamente prevalendo su quelle esclusivamente economiche.
Nel suo intervento, Fabbri ha evidenziato come strumenti apparentemente economici, come i dazi, siano in realtà leve strategiche utilizzate per ridistribuire risorse, sostenere processi di riarmo tecnologico e contenere potenze emergenti come la Cina. Dinamiche che stanno producendo effetti complessi anche sugli Stati Uniti, alle prese con tensioni e rallentamenti interni.
Ampio spazio è stato dedicato ai conflitti in corso, in particolare nel Medio Oriente, dove – secondo l’analisi proposta – la superiorità tecnologica non basta a determinare l’esito degli scontri. Centrale resta invece la capacità di raggiungere obiettivi politici chiari, tenendo conto delle specificità culturali e identitarie dei contesti coinvolti.
Nel quadro globale delineato, il confronto tra Stati Uniti e Cina continua a rappresentare l’asse strategico principale, mentre il controllo delle rotte marittime si conferma fattore decisivo per la stabilità degli equilibri internazionali. In questo scenario, Europa e Cina risultano più esposte sul piano logistico e infrastrutturale.
Il dibattito finale con il pubblico ha confermato il grande interesse per questi temi, con numerose domande su energia, scenari geopolitici e ricadute sulle strategie aziendali, a dimostrazione di come la geopolitica sia ormai parte integrante delle decisioni economiche quotidiane.
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