Savona, focolaio coronavirus: 750 tamponi in 24 ore per chi è stato a contatto

di Redazione

In tutto mille persone coinvolte. La Asl sta ricostruendo i contatti delle persone coinvolte, 12 per ora i contagiati

Savona, focolaio coronavirus: 750 tamponi in 24 ore per chi è stato a contatto

"Oggi i positivi in Liguria sono 18 e 12 nell'area di Savona, di cui però solo 10 riconducibili al cluster del ristorante di Sushi dove anche parte del personale è risultata positiva al Covid. Le indagini ci rassicurano sulla nostra capacità di tracciamento di situazioni potenzialmente rischiose. Da oggi a domani solo su quel cluster sono previsti 750 tamponi. A cerchi concentrici stiamo ricostruendo tutti i contatti di tutte le persone coinvolte. Tra queste anche alcune infermiere, ma ribadisco che non c'è alcuna preoccupazione per i nostri ospedali, anche oggi ripassati al setaccio". Lo ha detto il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso di una diretta Facebook.

"Sono centinaia i contatti in corso di controllo, molti sono già in isolamento - ha proseguito - i nostri tecnici stimano che arriveremo a un migliaio di persone. Ad ogni modo il cluster conta finora 18 positivi individuati ieri e 10 oggi; altri due sono in provincia di Savona ma provengono da una Rsa e non hanno dunque nulla a che fare con il nuovo cluster". I tamponi vengono eseguiti nelle due sedi di Savona e di Albenga, in modalità drive-through.

"Il numero totale di positivi in regione - ha detto ancora Toti - cala comunque di 7 e gli ospedalizzati calano di 1; non si registrano decessi. Anche nel cluster savonese solo una persona è ricoverata in buone condizioni; poi ci sono 3 persone poco sintomatiche e gli altri sono totalmente asintomatici: dal punto di vista clinico, dunque, non c'è alcuna preoccupazione. Continueremo a lavorare per finire il tracciamento. Il ristorante, come prevedono le linee guida, ha tenuto traccia delle persone che avevano prenotato e questo naturalmente ha aiutato molto l'attività di controllo".

"Il virus insomma circola ancora - ha concluso - occorre continuare con le misure di prevenzione e la prudenza, ma è anche vero che siamo in grado di difenderci molto di più e molto meglio di quanto avveniva alcune settimane fa grazie all'esperienza accumulata, alle capacità di cura, all'organizzazione per fare i tamponi. La malattia inoltre, come hanno evidenziato più volte i nostri esperti, ha probabilmente una carica virale più bassa rispetto alle prime fasi del contagio, come dimostra anche l'andamento del caso di questi giorni".