Sarzana, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: con il progetto "Impavida"
di Redazione
Sarzana, città piccola ma con grandi ambizioni, si candida a Capitale Italiana della Cultura 2028. "Non abbiamo mai avuto paura di essere grandi", afferma il sindaco Cristina Ponzanelli, che descrive il dossier "Impavida" come un modello di sviluppo in cui la cultura diventa motore di rigenerazione urbana e opportunità per i giovani. Il simbolo della candidatura è un Martin Pescatore, scelto come logo rappresentativo.
"Questa candidatura è il frutto di un percorso partecipato e condiviso", sottolinea l’assessore alla Cultura, Simona Ferro. Un progetto che coinvolge 25 comuni, oltre 80 istituzioni e realtà culturali, cinque università e circa 200 associazioni.
Il dossier, diretto da Umberto Croppi, poggia su un piano di investimenti già programmati superiore ai 70 milioni di euro per rigenerazione urbana e infrastrutture. Tra i progetti principali figurano la riqualificazione delle Fortezze Firmafede e Sarzanello, sostenuta dal ministero della Cultura, e lo sviluppo della Ciclovia Tirrenica.
"Non si tratta solo di una mostra o di un evento, ma di un acceleratore di processi in corso per trasformare la società", aggiunge Ponzanelli. La candidatura mira anche a rispondere a sfide nazionali come lo spopolamento dei borghi e l’overtourism, valorizzando l’identità storica di Sarzana come crocevia tra la Via Francigena e la Via della Costa.
Il verdetto del ministero della Cultura sulle dieci città finaliste è atteso entro il 20 gennaio.
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