Genova, mondiale di pesto al mortaio, Panizza a Telenord: "Dalla cucina alla cultura, segno di tradizione e promozione del territorio"
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
Nel quadro delle iniziative collaterali anche un premio in ricordo di Pietro Cheli, giornalista culturale e gastronomico
Il pesto genovese torna protagonista con l’undicesima edizione del Campionato mondiale del pesto al mortaio, in programma il 21 marzo a Palazzo Ducale di Genova. A presentare l’evento a Telenord, durante Liguria Live, è Roberto Panizza, ideatore e organizzatore della manifestazione, che sottolinea come la competizione sia ormai diventata molto più di una semplice gara culinaria.
Saranno 100 i concorrenti provenienti da tutto il mondo a sfidarsi nella preparazione della celebre salsa ligure. "Per noi il campionato è una piattaforma per promuovere il territorio e la città", spiega Panizza. L’obiettivo non è solo decretare il miglior pesto, ma valorizzare una tradizione gastronomica che rappresenta un simbolo identitario della Liguria.
Negli anni la manifestazione ha acquisito una dimensione sempre più internazionale. Tra i partecipanti ci sono concorrenti da diversi Paesi, con presenze anche dal Giappone e perfino dalle Hawaii. Un segnale di quanto il pesto genovese sia diventato un fenomeno globale. "Abbiamo rappresentative da tutto il mondo e questo dimostra il fascino che questa ricetta continua a esercitare", racconta Panizza.
Il livello della competizione, inoltre, è cresciuto notevolmente rispetto alle prime edizioni. "All’inizio c’era un approccio serio ma anche un po’ goliardico. Oggi invece i concorrenti si allenano ferocemente e vogliono assolutamente vincere", osserva Panizza, evidenziando come la qualità dei pesti presentati sia ormai altissima.
Uno degli obiettivi principali del campionato è difendere la ricetta tradizionale. "Non esiste una legge che stabilisca cos’è il pesto", ricorda l’organizzatore. Per questo la competizione diventa un punto di riferimento per chi vuole rispettare la preparazione autentica. Gli ingredienti sono gli stessi per tutti i partecipanti e vengono forniti dagli organizzatori, ma le differenze nascono dall’equilibrio delle dosi e dalla tecnica nel mortaio.
Un principio su cui Panizza non transige riguarda l’aglio: "Nel nostro campionato è obbligatorio. Fa parte dei sette ingredienti della ricetta e senza aglio non si può partecipare". Una scelta che difende con ironia, ricordando anche come nel tempo si siano diffuse versioni commerciali molto lontane dalla tradizione.
Attorno alla gara ruoteranno anche numerose iniziative collaterali: eventi culturali, attività per i bambini, performance artistiche e un premio letterario dedicato al giornalista Pietro Cheli, grande appassionato di gastronomia.
"Il pesto ormai ha superato la dimensione di semplice salsa", conclude Panizza. "È diventato un elemento culturale, un simbolo capace di raccontare il territorio e la sua storia".
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