Genova, letteratura: "La colpa è di chi muore", il nuovo romanzo di Marco Bellinazzo
di Redazione
Appuntamento giovedì 12 alle 18 alla Libreria Feltrinelli di via Ceccardi
Appuntamento di rilievo giovedì alle 18 presso la libreria Feltrinelli di Genova, in via Ceccardi, con il giornalista Marco Bellinazzo che peesenterà il suo nuovo romanzo "La colpa è di chi muore".
“La colpa è di chi muore” di Marco Bellinazzo è un noir che scava nelle nervature più oscure del calcio globale, restituendo un racconto duro, necessario e profondamente umano. Come ricorda ThrillerLife, qui «ci sono assassini di uomini e divoratori di sogni», e Bellinazzo non distoglie mai lo sguardo da questo conflitto tra ambizione e brutalità, talento e potere, in tutte le loro forme.
Il romanzo segue il giornalista Dante Millesi attraverso una vicenda che si muove tra Milano, Lagos e Parigi, una «scacchiera di potere e corruzione» come la definisce The BookAdvisor, dove la verità non basta: bisogna trovare il coraggio di raccontarla. È un viaggio che, secondo Il Posto delle Parole, «lascia il segno, come certi tiri sbagliati e certe verità che nessuno vuole ascoltare», citando la prefazione di Maurizio De Giovanni.
Bellinazzo affronta senza filtri i meccanismi spietati di un sistema che costruisce «cattedrali di soldi sopra cimiteri di sogni infranti», dando voce a chi in quel sistema rischia di essere schiacciato. Emerge così una storia che, pur parlando di calcio, supera i confini del genere sportivo per toccare temi universali: sfruttamento, inganno, desiderio di riscatto.
Anche ThrillerCafé sottolinea la forza del personaggio di Millesi, un giornalista “integerrimo” che conosce bene «le nefandezze dell’ambiente» e che, proprio per la sua onestà, diventa il destinatario di una rivelazione «scandalosa e atroce, capace di stravolgere il mondo del calcio italiano». L’indagine sul cadavere emerso dal Lago di Lugano si intreccia con traffici illeciti e segreti pronti a esplodere, in un clima di tensione crescente dove nessuno è davvero innocente.
Ne La Bottega del Giallo si sottolinea come l’autore porti il lettore «in una storia dove il pallone perde la sua sfericità, per colpire con angoli spigolosi e laceranti», restituendo un quadro narrativo fatto di passioni, ombre e fragilità esposte.
Lo stile di Bellinazzo si distingue per una scrittura asciutta, controllata e senza concessioni all’enfasi, come osservato da The BookAdvisor, che sottolinea come l’autore scelga di «restituire un’immagine nitida e disturbante» piuttosto che costruire un mito attorno al mondo del calcio. Questa essenzialità diventa una lente precisa attraverso cui il lettore osserva una realtà complessa e spesso taciuta.
Secondo La Bottega del Giallo, la prosa è attraversata da «striature cupe», capaci però di lasciare filtrare la luce della passione e della sincerità, elementi che rendono la narrazione «avvolgente e trascinante» fin dalle prime pagine. Il ritmo alterna momenti di tensione pura ad altri più introspettivi, mettendo in risalto personaggi sfaccettati, esposti con «fragilità e profondità caratteriale» che emergono anche nelle loro scelte più dure.
Con una scrittura asciutta e precisa, Bellinazzo intreccia la sua esperienza giornalistica con una trama che pulsa di vita e dolore, consegnando un noir che “somiglia terribilmente alla verità” e che, proprio per questo, resta nella memoria del lettore molto oltre l’ultima pagina.
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